Thorngoth – Schwarz-Karg-Kalt

Thorngoth – Schwarz-Karg-Kalt: quando un disco ti lancia una sfida

Schwarz-Karg-Kalt, la quarta opera dei Thorngoth è riuscita a suo modo a mettermi in seria difficoltà. I primi mesi dopo la sua uscita sono stati a dir poco altalenanti, praticamente un grafico impazzito e indeciso. Se con loro il primo ascolto è sempre stato abbastanza inutile (nel senso che comprendere appieno un loro disco alla prima stoccata è pura utopia), c’è da dire che in questo caso la cosa si è protratta troppo a lungo. Si è passati dal “capolavoro assoluto, perfetto” all’implacabile “mi sono sbagliato, non è poi esattamente così perfetto”.

Cosa dovete aspettarvi dunque? Io non riesco a dirvelo con sicurezza, chiuso qui nel mio personale quanto incerto limbo. L’unica cosa che riesco a dirvi – pensiero maturato lentamente – è che Leere gli è infine superiore, ma considerare questo Schwarz-Karg-Kalt come una sorta di delusione sarebbe oltremodo sbagliato. L’impronta del loro black metal è ben marcata, non si registrano ammorbidimenti o compromessi di sorta. Le chitarre sono sempre lame pungenti (brani come Im toten Feld der Wirklichkeit o Lavaplanet sono lì a confermarlo), e la forma della loro musica non mostra veri e propri sbandamenti per quanto riguarda il songwriting. A riguardo le aspettative erano forse troppo elevate?. Le tastiere lasciano intendere un che di cosmico ma non prendono mai il sopravvento, dimostrandosi perfette nei loro “secondari” sotterfugi (vedi title track).

Umkehr der Kräfte: un brano sospeso nel limbo

Di certo c’è che un brano come Im toten Feld der Wirklichkeit esprime perfettamente la grandiosità di un genere tormentato come il black metal. O almeno quella melodia sul tempo veloce lo chiarisce senza esagerati patemi. Invece un brano come Umkehr der Kräfte mi abbandona nel limbo di prima, con addosso l’incapacità di capire l’effettivo valore della canzone. Una sensazione che tornerà spesso nei restanti pezzi, esclusi forse gli ultimi due, Lavaplanet e Alles ist erstarrt.

Schwarz-Karg-Kalt è un lavoro che mi spinge alla continua ricerca, e a nuovi ascolti. Magari era proprio quello che volevano loro stessi: qualcosa di indecifrabile e maestoso al contempo. Aleggia qualcosa di oscuro su questa produzione (Todesschrei der Materie potrebbe esserne il manifesto ideale), un’oscurità che anticipa una distesa quieta e cosmica. In questo senso, una produzione lievemente acida e ingarbugliata (ma comunque potente) mi riporta in certe sue fattezze al ricordo delle cose più “confuse” partorite dagli Abigor (Leblos Totgestein). Il che non è mai male.

Probabilmente Schwarz-Karg-Kalt sarà una partita che si rivelerà solo ed esclusivamente sulla distanza, per pochi affezionati e stop, ancora più “elitaria” se si pensa che i Thorngoth sono stati costretti all’autoproduzione.

Summary

Autoproduzione (2013)

Tracklist:

01. Schwarz-Karg-Kalt
02. Im toten Feld der Wirklichkeit
03. Umkehr der Kräfte
04. Todesschrei der Materie
05. Leblos Totgestein
06. Aggressor
07. Lavaplanet
08. Das Licht stirbt
09. Alles ist erstarrt

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