Yatra – Born into Chaos

Straordinariamente produttivi gli americani Yatra che in appena tre anni o poco più hanno dato luce a ben quattro dischi. Tempistiche da “altri tempi” non vi è alcun dubbio, come premio per il duro lavoro svolto il nuovo Born into Chaos arriva sotto Prosthetic Records, giusto per avere una raggio di visibilità ancor maggiore.

Melmosi, pachidermici, violenti. Gli Yatra mescolano materie rozze e primitive, a loro piace giocare così, e modellare figure prossime allo sludge, al death metal ed al doom. I loro dischi sono “paludosi” e ricchi di groove ed insidie, è roba aspra, difficile da modellare a proprio piacimento e proprio per questo capace di mantenere uno scarso livello di confidenza (che a volte ci vuole, ma solo quando è voluto).

Il loro riffing va tutto e subito sullo stomaco, genera peso e scuote la terra sotto i nostri piedi di acerrimi ascoltatori seriali. Il terzetto formato da Dana Helmuth (chitarra ed acido cantore), Maria Geisbert (solida bassista) e Sean Lafferty (incessante lavoratore ritmico) ormai rodato ci riversa addosso con Born into Chaos l’ennesima dose di “catrame infernale”, il disco arriva con una copertina assolutamente idonea (di Paolo Girardi) che lascia già pregustare il desiderio di possedere la versione su vinile.

Rispetto ai primi lavori ora gli Yatra premono con più dinamismo l’acceleratore. Non rivoluzionano troppo il loro sound, ma d’altronde già dal precedente All Is Lost si era messo in atto un sound più ficcante e conciso. Oggi il discorso prosegue dentro una fitta nube tossica dal tiro molto organico, dalla quale finisce a colare un deciso sapore death metal (la title track e Terminate by the Sword spiccano per semplicità di intenti ed ispirazione).

Mettono in scena cose semplici con la giusta attenzione. Gli Yatra sanno il fatto loro e ce lo ricordano all’interno dei movimenti prodotti da questi otto, violenti nuovi pezzi. Il loro cerimoniale non ci strizza l’occhiolino, non è affabile prediligendo un fragoroso incontro di petto o uno schiaffo al posto della cordiale stretta di mano.

C’è una divagazione ma resta abbastanza centrica come nel caso di una barbara Wrath of the Warmaster, autentica e sgraziata canzone capace di crescere (per ossessionare) solo dopo i dovuti ascolti. In scaletta spiccano anche il terremoto Reign of Terror, la magmatica ed infernale Terrorizer e la razziatrice Omens of Fire. Tutte armi contundenti, colpi che rendono Born into Chaos un ascolto sincero, coeso e fortemente affidabile.

70%

Summary

Prosthetic Records (2022)

Tracklist:

01. Death Cantation
02. Born Into Chaos
03. Wrath Of The Warmaster
04. Terminate By The Sword
05. Reign Of Terror
06. Terrorizer
07. Omens Of Fire
08. Tormentation