Wrang – De vaendrig

De vaendrig non è altro che l’evoluzione, il passo successivo e naturale che viene dopo quel bel debutto di Domstad swart metael (2019).

Zitti zitti gli olandesi Wrang stanno imbastendo una discografia di tutto rilievo e se la crescita sarà ancora così esponenziale ci sarà da godere ulteriormente in un prossimo futuro. Ma concentriamoci adesso sul nuovo De vaendrig, un disco che ci porta un black metal deciso, colmo di passione per il genere, e ricco di rabbia, frenesia e sentimento.

La musica suonata dai Wrang arriva per lasciare un segno, questo è indubbio. Il loro black metal ti si appiglia addosso lasciando infine solo profonde e saporite cicatrici. Un’unione tra la sofferenza ed un riffing che torna spesso e volentieri, con il fuoco dell’ispirazione tatuato, a quello antico di stampo Ulveriano (ma quanti brividi può produrre questa cosa!).

I Wrang sprigionano ardore e con un sound più pungente rispetto al recente passato ci confezionano un disco tritaossa, eppure capace di introdurre forme liquide attraverso l’uso di sublimi melodie.

Condensano un pochino tutte le caratteristiche del black metal i Wrang. Così potremmo saltare in sella delle fluttuazioni black’n’roll di Doodgeslagen onschuld senza perdere una sola oncia di magmatica intensità. A stupire è certamente il bilanciamento ottenuto da questo terzetto olandese, le varie componenti (quelle ruvide e quelle meno) vanno ad incastrarsi con estrema naturalezza, rendendo l’ascolto di De vaendrig un coacervo interessantissimo da districare.

La title track inchioderà di certo i circuiti emotivi di molti (riffing ideale ed affinatissimo) ma tutto il disco riuscirà a scavarsi un’identità spiccata, anche quando i Nostri realizzano un brano mutevole, e bisognoso di diversi ascolti come Jachttijd (e poi, all’improvviso, quella parte finale che non puoi di certo dimenticare).

Con la partenza di Voorwaarts! De nacht roept capiamo di essere ormai “drogati” di questo disco. Tutte le qualità sin qui espresse è come se esplodessero all’istante, tutte assieme dentro un penetrante tripudio ferale/sensoriale. Anche il riffing di Bestevaer non offre scampo, sottolineando l’ispirazione e il tipo di trasporto che cova in seno alla formazione.

Afgunst è un botta intensa che non concede scampo (pezzo che si evolve un’altra volta con brillantezza), una spinta che lancia la testimonianza finale chiamata Liturgie van zelfhaat che con il suo scavare ci abbandona a noi stessi, e alla vista di vistose ferite ormai cicatrizzate.

I Wrang completano un disco ricco di sfaccettature eppure anche tanto classico. Diciamo che De vaendrig è proprio quell’opera che percepisci si “derivativa”, ma in qualche modo anche così raffinata e potente da assumere contorni quasi personali.

75%

Summary

Dominance of Darkness (cd, vinyl), Tour de Garde (mc) (2022)

Tracklist:

01. Doodgeslagen onschuld
02. De vaendrig
03. Jachttijd
04. Voorwaarts! De nacht roept
05. Bestevaer
06. Afgunst
07. Liturgie Van Zelfhaat