Útgarðar – Fire Smoked Upon the Wolf​’​s Back

Viscere, linearità, fendenti secchi, tutte mosse formulate per togliere il respiro ed azionare la leva di una macchina del tempo lacerata ma ancora non compromessa.

Si torna indietro con gli Útgarðar, a quando le pulsazioni si generavano automaticamente e la voglia di far prevalere l’istinto era l’obiettivo primario. Dischi come Fire Smoked Upon the Wolf​’​s Back (catturato prontamente da Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum) riportano in auge binari legati a certa semplicità, una semplicità accorta, che rifugge meccanismi banali e che tenta sempre di esaltare ed esaltarsi, in compostezza e a ridosso di ogni fraseggio accortamente creato.

Dietro al monicker Útgarðar troviamo l’americano Niðafjöll (Uada e tanti altri progetti) e lo svedese Seiðr (conosciuto perlopiù per il progetto Seid), il sodalizio tra i due genera un Fire Smoked upon the Wolf’s Back capace di tenerci costantemente “sulla corda”, con i sensi ben attivati lungo una mezz’ora a dir poco mordace e congelante.

Stiamo parlando di un ascolto scarno e tagliente, musica che intende recapitarvi un messaggio specifico e diretto sulla soglia della vostra porta. Non esistono protezioni o nascondigli, solo percorsi che vanno ad attuarsi lungo vie dirette, alimentati dal fuoco di chitarre minacciose, abili nello centrare il concetto primordiale/epico posto alla radice (che è anche melodico, di una melodia mai scontata e volta sempre all’elevazione).

E’ la classe ad ergersi, l’orgoglio a parlare, il tutto con accanto il rispetto per ciò che è stato. Le cinque composizioni presenti su Fire Smoked upon the Wolf’s Back scavano e lasciano un solco difficile da ignorare o tralasciare. La Norvegia di una volta viene qui esaltata senza mezze misure, lo spirito epico calca la mano con potenza su cori che non infangano mai una struttura solida ed estremamente cruda.

Gli Útgarðar evocano spiritualità con dosi massicce, lucide e nostalgiche, il loro metodo razziatore non potrà che elargire i suoi arcani frutti. Sarà un circolarità invasiva a fare il resto, facendo leva su chitarre aspre e realmente ispirate quando la richiesta è quella di lasciare scaturire il sentimento.

74%

Summary

Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum (2023)

Tracklist:

01. The Pyres of Útgarð
02. Ymir Awakens
03. Trolls of Muspel, Trolls of Frost
04. Fire Smoked Upon The Wolf’s Back
05. Interlude
06. Under Soil

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