Splendidula – Somnus

Disco di spessore il terzo dei belgi Splendidula, davvero ricco, “tanto” e generatore della giusta energia, insomma davvero ottimo ed appassionante in ogni sua ordinata componente.

Dopo il secondo Post Mortem gli Splendidula si accasano presso Argonauta Records e tale sodalizio non poteva che nascere sotto i migliori auspici. All’etichetta italiana la band riserba così un Somnus capace di lasciarti lì, in sua balia, e con la voglia di leccarti le dita a più riprese per quello che hai appena ascoltato durante i suoi quasi tre quarti d’ora di evoluzione.

La musica degli Splendidula è nata per accompagnare, è al contempo brusca e possente oltre che dolce ed accomodante. L’unione del ruvido al “celestiale” viene fuori loro molto bene in quell’unione di post metal, sludge e doom pronta ad allargarsi inesorabilmente a macchia d’olio. Il bello di un disco come Somnus è il suo essere sotto certi aspetti particolarmente immediato, mentre su altri livelli il “ripasso” risulterà essere quantomeno doveroso. Queste due anime stanno a darsi un cambio ritmico abbastanza preciso all’interno dei sei pezzi inclusi, e non sempre le durate corrispondono a quello che potrete adesso andare con facilità a pensare.

Passi ben piantati quelli imposti dalla opener Somnia, traccia “grassa e liquida” guidata dalle linee vocali di una Kristien Cools (impossibile non pensare alla vicina Olanda quando la si sente, Anneke Van Giersbergen e la cantante degli Autumn Marjan Welman mi sembrano delle evidenti muse ispiratrici) praticamente perfetta nell’esporre i suoi intrighi.

Con la seconda Void s’inasprisce il sentimento e la collaborazione lirica tra Kristien e il chitarrista Pieter Houben assume connotati fatti di puro e brusco trasporto (i loro duetti inchiodano e saranno per tutto l’album convincenti). Navigare a ridosso di tali potenti pennellate, spezzate opportunamente da momenti a dir poco eterei rende l’ascolto di Somnus un’autentica goduria. E quando i brani tornano a circolare non possono che lasciare i loro segni evidenti, perché non basta azzeccare uno specifico ritmo o un vago andamento, ma serve il riuscire ad accomunarli a dovere con il resto per poterli vedere crescere in tutt’uno pronto a debordare (e a loro questo lavoro non riesci una volta per sbaglio, bensì per tutte e sei le volte).

E così avanti sulle note della stregonesca Incubus, pezzo capace di passare dalle parti dei Lycia ma con l’impatto dei Messa posto dalla propria parte. La successiva Oculus è opera incantatrice (in collaborazione con i “disturbi” di Pieter) che non smetterà per un solo attimo di esercitare il suo particolare potere. In chiusura troveremo la conferma genuina e di classe Drocht prima che i nove minuti di When God Comes Down possano accompagnarci con calma altrove, assieme a mente e spirito.

Con questo disco gli Splendidula mi hanno a dir poco conquistato. I loro fendenti echeggiano, mosse se vogliamo semplici ma accorte che riescono a rendere il loro post/doom atmosferico una vera leccornia, l’ideale per riempire con del potente e vibrante suono i bisognosi spazi delle nostre stanze.

75%

Summary

Argonauta Records (2021)

Tracklist:

01. Somnia
02. Void
03. Incubus
04. Oculus
05. Drocht
06. When God Comes Down