Terzij de Horde – Self

Quanta musica, quanta intensità abita Self, opera di debutto degli olandesi Terzij de Horde. La band se ne usciva così nel 2015, dopo una trafila di split ed ep durata all’incirca cinque anni. Il peso della sofferenza e del sudore lo si percepisce tutto per mezzo del loro particolare black metal intinto su grassi richiami imputabili a generi come hardcore e post metal.

I Terzij de Horde con Self ci attaccavano con una stordente e abrasiva formula per mezzo di sei brani mai brevi, mai banali. Potrebbe essere dura farsi strada all’interno di un lavoro così arcigno e anestetizzante, compatto e martellante, pieno di spigoli asettici e di malvagità filtrata attraverso un’opportuna e tracciata rabbia. Un qualcosa di speciale renderà questi 51 minuti una vera e propria battaglia psichica, e ci troveremo a cercare un certo “controllo” dentro una confusione che a ben sentire non sarà mai veramente tale, ma presente solo come sorta di “spirito guida”. I Terzij de Horde esercitano pressione e la mantengono tale, nemmeno i brevi attimi di respiro potranno lavare via quel malessere dissonante usato come carta principale. Self diventerà un disco importante per quelli che sapranno come fare a maneggiarlo (pur sempre con la dovuta cura), e solo chi non avrà paura di pungersi o di procurarsi vistosi lividi potrà uscirne finalmente vincitore e dunque beato (bella la scena sulle note dell’ultima Sacrifice – A Final Paroxysm). Sarà come venire sputati fuori da una fitta nube ricolma di sfogo e avvolta nel suo mezzo da sensazioni negativo/oscure sino a scoppiare.

Self evoca immagini possenti, il suo impasto vuole solamente apportare la dovuta pressione, annichilire con garbo ma senza attendere reale risposta. Ci vorrà del tempo per poterci fraternizzare al meglio, ma sono sicuro che i risultati potranno arrivare inaspettati, a cavallo di momenti che sino a prima significavano magari poco, troppo poco.

Ci sembrerà di ascoltare un’unica lunga traccia adagiata sopra un rullo che non conosce pause ne soste. La spinta apportata dalla prima Absence fornirà ancora l’eco necessario sulle conclusive Geryon – See Extinguished the Sight of Everything but the Monster e della già menzionata Sacrifice – A Final Paroxysm; “solo” le ultime frustate, le ultime onde d’urto rivolte verso il nostro povero cervello ormai in frantumi. Farsi assalire dal debutto dei Terzij de Horde è stata senza dubbio una bella esperienza musicale che non posso fare a meno di caldeggiare. Non indugiate, fatevi sotto!

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Summary

Consouling Sounds (2015)

Tracklist:

01. Absence
02. A Marriage of Flesh and Air
03. Averoas
04. Contre le monde, contre la vie
05. Geryon – See Extinguished the Sight of Everything but the Monster
06. Sacrifice – A Final Paroxysm