Semargl – Satanic Pop Metal: tra depravazione, synth e provocazione
Quinto disco per gli ucraini Semargl, quinto passo consecutivo verso un ammorbidimento sempre più evidente e totale. Le avvisaglie “catchy” lanciate dal precedente Ordo Bellictum Satanas sembrano aver dato i loro frutti. I Nostri ci hanno preso gusto, sfondando addirittura la porta di un immaginario goth/dark popolato da succinte donzelle danzanti (stavolta ne acchiappano anche una in line-up, nel ruolo di batterista) e da tematiche a sfondo sessuale che piovono a catinelle.
È il titolo a parlare perfettamente a nome della musica: Satanic Pop Metal descrive meglio di qualsiasi altra definizione ciò che si ascolta in questo disco. I Semargl lo dichiarano apertamente e lo mostrano senza mezzi termini attraverso l’immagine. Appaiono incuranti delle critiche e delle derisioni. Se ne stanno lì, aspettando il probabile “successo” che questa nuova “via dell’oro” potrebbe finalmente portare loro. Almeno rispetto al semi-anonimato di prima.
Seduzione e zucchero: intermezzi femminili in questo pop metal satanico
Dimenticate le estremità di un tempo: di estremo è rimasta solo la voce di Rutarp, depravato e diabolico mattatore. Il suo pregio è quello di metterci foga e apparente convinzione in ciò che fa (ma niente di sconvolgente, sia chiaro). Si divide la scena con alcune – tutto sommato indovinate – parti sensuali femminili (potevano mancare? ovvio che no!), usate come intermezzi seducenti e zuccherosi, ulteriore base dolciastra per un impianto già dolce di suo.
La struttura di Satanic Pop Metal si regge su chitarre compresse ed elementari (non siamo lontani dai gruppi dark più arcigni o da sonorità stile The Kovenant/Deathstars), tastiere “festaiole” (la sensazione è quella di essere finiti in un party esclusivo con fauna fetish come unico sfondo possibile), ed elementi elettronici che portano il gruppo – a tratti – in pieno territorio EBM.
Cartucce sparate e pilota automatico: il meglio nella prima metà
Il disco spara le sue cartucce migliori nella prima metà, poi si assesta alla meglio. Inizialmente volevo bocciarlo per la presenza di qualche brano evitabile, ma una volta capito l’andazzo, va bene anche così: pilota automatico inserito. Le prime sei tracce si meritano il grosso del divertimento. Il brano che ha anticipato l’uscita, Tak, Kurwa, resta decisamente il migliore. Subito dietro incalzano altri “inni” come l’opener I Hunger o le travolgenti Sweet Suicide, Drag Me to Hell e Suck My Dick. Se si presta attenzione, si può percepire un retrogusto ritmico “sporco”, non lontano da certo black metal di stampo “roll”, ma le sensazioni rudi vengono spente non appena possibile, come acqua sul fuoco.
Satanic Pop Metal è un ascolto per quando si vuole fare un po’ i coglioni, per quando si cerca musica poco impegnativa da mettere in circolazione in compagnia: feste, festini, macchinate e via dicendo. Vedo invece meno sensato un ascolto in solitaria, quindi tenetelo presente se pensate di procedere all’acquisto. Poi beh… la copertina l’avrete certamente vista.
Summary
Twilight Vertrieb (2012), Autoproduzione (2013)
Tracklist:
01. I Hunger
02. Sweet Suicide
03. Drag Me to Hell
04. God Is Not Love
05. Tak, Kurwa
06. Suck My Dick
07. Labyrinth
08. Join in Fire
09. I Hate You
10. Opium
11. Anti I Am
12. Loneliness
13. Redire


