Paragon, fedeli alla fiamma: Hell Beyond Hell è una nuova prova di tradizione e potenza
Si sono fatti attendere quattro anni i Paragon prima di far tornare a vibrare i loro strumenti con il loro inossidabile heavy/power metal incontaminato e foderato di acciaio.
Da sempre gioia e assoluta leccornia degli appassionati del settore, i Nostri non cambiano di una sola virgola la loro “elementare punteggiatura”. I Paragon sono un fottuto ariete pronto a spezzare ogni porta trovata sul percorso. Ciechi difensori di uno stile nato e cresciuto con iniezioni piene di una idonea convinzione, contraddistinte in ogni frangente dalla parola “passione”.
Come non adorarli dunque? Se solo ripenso al quintetto di dischi formato da The Final Command/Chalice of Steel/Steelbound/Law of the Blade e The Dark Legacy vado facilmente fuori di testa. Ma c’è da dire che anche dopo sono riusciti a tenere “botta” in maniera dignitosa (seppur senza mantenere più i medesimi livelli). Il merito per questo ci conduce tra i passaggi su Massacre Records prima (per Screenslaves) e Napalm Records poi (Force of Destruction).
Ritorno alle origini: Paragon di nuovo con Remedy Records
Per questo Hell Beyond Hell si ritorna sotto casa madre Remedy Records. L’etichetta che ha bagnato il periodo propizio dell’ensemble teutonico. Insomma l’ingrediente per tornare a far scottare le giugulari è ben presente e tiene fede alla tradizione creata mattone dopo mattone nel corso degli anni. Il nuovo disco tiene – a mio gusto – perfettamente la scia del suo predecessore Force of Destruction e del periodo direttamente antecedente. I risultati passati non vengono scalfiti, ma presentarsi nuovamente così “pimpanti” dopo quattro ulteriori primavere non era semplice. D’altronde anche loro iniziano a sentire il peso degli anni, non possiamo dimenticarcelo, anche se, ascoltando la loro musica, non si direbbe affatto.
La voce del sergente Andreas Babuschkin è sempre lì a guidare gli inni di una band che pare aver trovato “l’elisir di lungo termini per i ritornelli” (un po’ come nel caso dei Grave Digger). Anche in quest’occasione non se ne registra uno mal riuscito o fastidioso che dir si voglia. Anzi l’entusiasmo vien mangiando, e più si farà rodaggio, più il disco eserciterà il suo dannato ed oscuro fascino sui nostri epici pensieri.
I Paragon sono “acciaio e passione”
L’ irruenza è da sempre un loro marchio distintivo (accentuata da suoni più che buoni), straordinaria la potenza espressa da chitarre che macinano e macinano senza sosta alcuna. Doppia cassa messa a viaggiare e l’epica, pungente ugola di Andreas a disegnare scenari dove sangue, acciaio e gesta eroiche arrivano a fondersi in un sfavillante tutt’uno. Niente che già non conosciamo insomma. Hell Beyond Hell è comunque un appuntamento al quale non bisogna mancare se certi suoni continuano ad emozionarci come una volta.
Le nuove “imprese” a cui affezionarsi portano i nomi di Rising Forces (strofa-bridge-chorus scolpiti nel granito) e Hypnotized. Le tinte hard rock e corali della title track, Heart of the Black, Stand Your Ground, Meat Train, mi risulta impossibile tralasciarne qualcuna come ad esempio la maciullante Buried in Blood oppure gli otto minuti conclusivi di Devil’s Waitingroom (cosparsi opportunamente con tragica e concreta epicità).
Paragon, nient’altro che solide e quadrate aspettative ottenute per l’ennesima volta. Ogni defender nel suo piccolo sta già muovendo le mani per procedere all’acquisto.
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Summary
Remedy Records (2016)
Tracklist:
01. Rising Forces
02. Hypnotized
03. Hell Beyond Hell
04. Heart of the Black
05. Stand Your Ground
06. Meat Train
07. Buried in Blood
08. Devil’s Waitingroom


