Olde Outlier – From Shallow Lives to Shallow Graves

From Shallow Lives to Shallow Graves: il debutto oscuro e nostalgico degli Olde Outlier

Quando becchi l’atmosfera poco importa se la produzione non è di quelle esagerate. Gli australiani Olde Outlier ce lo dimostrano con il loro debutto From Shallow Lives to Shallow Graves, un disco che in appena quattro lunghe tracce ci permette di riconciliarci con quel taglio black metal occulto tipico degli anni ‘90.

I loro movimenti sono davvero nostalgici, ma un nostalgico che “rincara la dose” e che non sembra solo un esercizio messo su come sorta di tributo. No, gli Olde Outlier presentano dei pezzi davvero validi, guidati dal fuoco arcano di una volta, e ci mettono dentro un basso che finirà per fare la differenza. Propio per questo si può parlare di profondità del suono. Qualcosa che va a strisciare negli angoli più nascosti salvo emergere al momento giusto per piazzare il colpo persuasivo dal quale non puoi sottrarti.

Un ponte sonoro tra scena mediterranea e arti oscure svedesi

Con loro parliamo di un black metal cadenzato, smosso da ritmiche heavy oscure che possono sfociare talvolta nel doom metal. Il tutto viene giostrato da vocals dannate, estreme e molto interpretative, perfettamente rispettose di tutte quelle uscite che potevano unire un tempo Italia, Svizzera e Grecia con la Svezia dei primordi. A questo punto mi trovo daccordo nel menzionare un nome culto come quello degli Ophthalamia.

Le ritmiche su questo From Shallow Lives to Shallow Graves sono poi un’autentica prelibatezza. Così semplici eppure così trascinanti, ti sradicano con puntualità dal posto in cui sei per coinvolgerti nella loro particolare e scarna danza. Gli Olde Outlier conquistano inevitabilmente: i quattro brani che troverete sapranno prendersi cura di voi e la loro durata non sarà mai un ostacolo, credetemi.

Un disco che “fa bene al cuore”. Decisamente consigliato proprio per il metodo utilizzato e per il modo in cui, minuto dopo minuto, finiremo inghiottiti nella loro vetusta magia.

Alla positività generale si aggiunge infine anche la copertina. Un dipinto che resta subito impresso e accompagna perfettamente l’esperienza di ascolto nonostante i suoi colori accesi.

70%

Summary

Iron Bonehead Productions (2025)

Tracklist:

01. The Revellers
02. The Pounding of Hooves
03. Swept
04. All Is Bright

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