Obsessör – Assassins of the Pentagram

Obsessör – Assassins of the Pentagram: Thrash grezzo, spassoso e irresistibile

Il giusto approccio, molte volte, è più che sufficiente quando ti cimenti in un genere spartano come il thrash/black metal. I tedeschi Obsessör sembravano saperlo bene all’atto della nascita del loro secondo pargolo, intitolato orgogliosamente Assassins of the Pentagram. Il tutto viene introdotto, tra le altre cose, da una copertina altamente esaustiva.

Si parla di un disco schietto, capace di divertire senza aggiungere alla materia un solo grammo di novità. Sì, ci troviamo al cospetto di un lavoro per i soliti affezionati della materia. Per chi ancora sa come divertirsi con dischi sani e bellamente ignoranti già sulla punta della radice. Non se ne esce: la semplicità è l’arma migliore in questi casi. Basta “solo” avere per le mani un manipolo di canzoni adatte e un sound dalla parvenza marcia e ficcante. Se poi ottieni il giusto compromesso, allora è fatta, e ti ritrovi in grembo un lavoro onesto come Assassins of the Pentagram. Un lavoro dove le chitarre fuggono rapide nei loro continui intrecci, il basso spinge per farsi notare e la batteria si limita a fare il suo onesto lavoro di sostegno.

Riff, falsetti e furia nel mezzo di tracce che mordono senza sosta

Gli Obsessör fanno subito fuoco con l’ottima Return of the Usurper (striduli falsetti la guarniscono, e torneranno a pungere e rallegrarci anche in seguito), ma di certo l’intenzione di fermare la carneficina non risiede nelle loro corde. Così la pietanza si fa col tempo addirittura più ghiotta. Già a partire dalla seconda Sacrificial Lust (solos alla Mercyful Fate), ma soprattutto con la mia preferita e bestiale Necromancer (la più breve e scolastica, ma che bel refrain) e l’irrefrenabile Fullmoon Procession. Anche la seconda parte riesce a difendersi più che bene e a “tenere botta”. Lo capiamo già con la cavalcata guerriera e al fulmicotone chiamata Black Speed Thunder. Non da meno saranno Possession of Witchery (uuh!), Walpurgisnacht e la title track conclusiva.

Le fiamme che spingono le dieci canzoni (una sarà la cover di Devil’s Soldiers dei Destruction) sono da attribuire principalmente a Sodom, Kreator, Possessed e Venom, ma si “sconfina” – tanto per gradire – fino all’operato di gentaglia norvegese come Aura Noir, Deathhammer e i primi Nocturnal Breed (gli Obsessör non deludono proprio come tale terzetto nordico: risulta spontaneo tale affiancamento).

Autentico toccasana per chi continua a sguazzare beato e incurante nell’alta – e sempre rapida a salire – fanghiglia sonora thrash metal.

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Summary

Evil Spell Records (2014)

Tracklist:

01. Return of the Usurper
02. Sacrificial Lust
03. Hordes of the Goat Kult
04. Necromancer
05. Fullmoon Procession
06. Black Speed Thunder
07. Possession of Witchery
08. Devil’s Soldiers (Destruction cover)
09. Walpurgisnacht
10. Assassins of the Pentagram

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