I Neid con il loro Atomoxetine: schegge sonore per anime irrequiete
Formatisi nel 2007 i Neid non hanno mai smesso di propagare le loro malevole radiazioni sul beato globo. Così tra EP, split e un primo album autoprodotto (Il Cuore Della Bestia, 2011) è arrivato il tempo di distillare nuovi e incandescenti minuti di puro grindcore. L’insieme prendo il nome di Atomoxetine (grande copertina sotto l’effige della Sliptrick Records), e l’uscita viene schedulata per i primi di Marzo 2016. La promessa – nel suo piccolo – è quella di intrattenere a dovere l’ascoltatore voglioso di sane schegge/mazzate poste tra collo e gengive.
Ai Neid non servono troppe presentazioni, basta ascoltare un loro brano per farsi un’idea dei loro intenti. Il massacro è servito “sempre e comunque”. Così, grazie a rasoiate precise e mai stucchevoli ci troveremo immersi in un mondo veloce e appropriato (addosso ci rimane una dannata voglia di premere nuovamente il tasto play). Dimenticate pure i convenevoli, ai Neid non interessa di certo “il vestito” con il quale approccerete la loro nuova opera. Zero pretese e zero sbadigli sono l’arrogante risposta. In tal modo si resta beatamente appesi alla corda, schiavi di brusche quanto laceranti accelerazioni, passando tramite rallentamenti quantomeno doverosi nel loro sbrigare determinate pratiche.
Brani brevi, intensi e senza troppi fronzoli
La produzione è in linea con un sound oldstyle e pensa a far vivere gli strumenti e le loro potenti scudisciate. I brani tendono a “spegnersi” più volentieri dentro il minuto di vita piuttosto che esagerare troppo con i convenevoli. Tale pratica ripaga senz’altro il modo in cui si finisce a vivere l’insieme di Atomoxetine, avvalorata da piccole quanto apprezzate citazioni sparse accuratamente per i caratteri più “meticolosi” in circolazione (hail Videodrome!).
Nei 14 pezzi si registrano le cover i I Hate Work (MDC, e con lo stesso Dave Dictor come special guest) e Breed To Breed (Wormrot, posta in chiusura come traccia bonus). Fra le canzoni scritte di loro pugno non posso che citare l’abrasivo terzetto di apertura – davvero ben costruito – formato da Painting Death (un brano certamente classico ma che non stufa mai), The Failure e Virtual Shape. Ma anche “la melmosa” New Threat, Saturated Child (featuring Zilath Meklhum dei Voltumna) e Restore The Judgement sapranno contribuire alla completa riuscita di questa fatica.
Appuntatevi senza esitare il nome Neid sul vostro post-it di fiducia. Chissà che un giorno Atomoxetine venga in vostro soccorso per raddrizzarvi quella giornata andata troppo storta.
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Summary
Sliptrick Records (2016)
Tracklist:
01. Continuous Use
02. Painting Death
03. The Failure
04. Virtual Shape
05. Saturated Child
06. Atomoxetine
07. New Threat
08. Voltures Of Incorporation
09. Pay Independently
10. I Hate Work (MDC cover)
11. Satisfy My Hunger
12. Restore Te Judgement
13. Memory May Kill The Need
14. Breed To Breed (Wormrot cover. Bonus track)


