The Second Death dei Katakomba: 32 minuti di pura devastazione
Quanta pesantezza. Tutta materia che va ad accumularsi nello stomaco quella creata dagli svedesi Katakomba. The Second Death è il titolo del loro secondo disco e ciò che si respira è puro death metal svedese, quello super ribassato e che va a cogliere con gioia e impeto le influenze abrasive di chiaro stampo Entombed.
Un disco come tanti altri certo, però perché sono così soddisfatto di quel sound che esce dalle casse? Perché questo disco mi trascina e mi trapassa come un coltello nel burro? Aah, la magia di certa musica è inspiegabile, così come lo è il sound imbastito da questa band. Una compattezza che non può far altro che trascinarti assieme a lei e a quella serratezza impartita da chitarre super compatte, ostinatamente compresse e distruttive secondo tradizione.
Un disco che consolida la presenza nella scena
La band svedese porta al vertice la propria formula, mescolando devastazione chitarristica, potenza ritmica soverchiante e negatività perenne. Un dischetto che senza dubbio cementa la loro presenza nella scena death metal nazionale.
L’opener Aquelarre è lì appositamente per non lasciare scampo. Schiavizzati da un riffing efficace e da assoli stridenti, veniamo trascinati nell’ambiente prima che una cascata di riff ci tenda agguati in rapida successione.
Ai Katakomba non serve spingere ossessivamente in velocità per risultare pesanti, brani come Atropos, To Sow Dragons Teeth e Asmodea sono lì a testimoniarlo. Che bella macinatura mettono in azione, potreste sentire materiali frantumarsi attorno a voi, non spaventatevi.
Equilibrio compositivo e zero sprechi
L’equilibrio compositivo dato alla release è davvero importante. I brani fluttuano nel loro flusso con rispetto del genere e una carica che finisce per fare la differenza. Dentro The Second Death non si butta via niente, che sia Amour Fou / The Second Death o l’ultimo dannatissimo “confetto” Saturn Devouring His Son / Vomitorium (provate a rimanere fermi se ci riuscite!).
I Katakomba con The Second Death conducono a destinazione i loro efferati intenti. I 32 minuti complessivi rilasciano il loro impatto e scorrono via sempre con autentico piacere.
Insomma, se volete provare a farvi staccare la testa dal collo, l’ascolto di The Second Death è caldamente consigliato. Una signora produzione è pronta a darvi il benvenuto all’interno di un disco super godibile e capace di rastrellare a dovere quanto possibile.
Se conquistati da queste note, possiamo beatamente aggiungerci alla pila di corpi rappresentata in copertina.
Summary
Majestic Mountain Records (2025)
Tracklist:
01. Aquelarre
02. Atropos
03. To Sow Dragons Teeth
04. Amour Fou/The Second Death
05. Mori In Absentia
06. Asmodea
07. Anhelo
08. Saturn Devouring/His Son Vomitorium


