Insomnium – Shadows of the Dying Sun

Ecco Shadows of the Dying Sun e per gli Insomnium fanno sei. Sei dischi di melodia nordica, sei dischi che scuotono e, allo stesso tempo, spingono a guardarsi dentro. Questi finlandesi non li cambi facilmente, e prima o poi realizzi che li vuoi così come sono, sin dal primo momento in cui ti accorgi di quanto sotto pelle ti siano entrati, con il loro metodo e con quella musica che sa di sogno notturno.

E pensare che l’approccio con Shadows of the Dying Sun non è stato dei più entusiasmanti (più esperienze simili in futuro, grazie!). Un impatto a scoppio ritardato questo con gli Insomnium, carico di timori infondati. A incarnare questi timori potrei citare proprio While We Sleep, il brano scelto come singolo: inizialmente non mi convinceva, suscitava pensieri tipo “ecco, la voce pulita prenderà il sopravvento e snaturerà tutto” o “prima o poi dovevano cedere nel songwriting”.

Persino dopo due ascolti completi restava un enorme “meh” sospeso sulla testa. Poi, d’improvviso, la folgorazione. Inaspettata, potente. Seguita da un severo esame di coscienza per non aver colto subito la grandezza del disco. Ma forse va bene così: servono anche esperienze del genere, soprattutto quando si parla di musica melodica e profonda, che paradossalmente non sempre si lascia decifrare al primo ascolto.

Insomnium: la forza della coerenza

Con gli Insomnium funziona così. C’è chi li accusa di non sapersi evolvere, di restare sempre sulla stessa scala. Forse è vero, ma forse non gliene importa nulla. La loro discografia è un unico lungo percorso coerente, che punta con decisione a un obiettivo chiaro: affinare sempre di più la lama, senza abbandonare il rifugio musicale che si sono costruiti. E solo chi raggiunge un certo grado di confidenza con la loro proposta può davvero godersi un Shadows of the Dying Sun. Sia che parliamo di un fan di lunga data, sia di un curioso che si avvicina per la prima volta con rispetto e attenzione.

Inutile nasconderlo, sono di parte. Gli Insomnium mi fanno spesso pensare: “com’è possibile che a qualcuno non piacciano?”. Poi mi rifugio nel classico “non siamo tutti uguali” e chiudo lì il pensiero.

La produzione è corposa, tesa a esaltare ogni dettaglio sensoriale. Le chitarre si arrampicano su muri di melodia solidi e persistenti. La voce di Niilo Sevänen, come sempre, è magnifica nella sua profondità interpretativa, scavando dentro con naturalezza.

Tra canzoni immediatamente memorabili e crescite lente

Le canzoni non sono semplici, a parte alcune eccezioni come Lose to Night ed Ephemeral. La prima ha una strofa incredibile, la seconda un refrain impossibile da scrollarsi di dosso. Sono brani solo apparentemente “facili”, ma ben costruiti, con un lavoro attento dietro. Il disco prova anche a diversificare: pensiamo al trittico d’apertura While We Sleep, Revelation e Black Heart Rebellion, tre episodi diversi, eppure complementari.

Un discorso a parte lo merita Collapsing Words: inizialmente sembrava il punto più debole dell’album, poi – proprio come è successo con l’intero disco – è arrivata la folgorazione. Ora è uno dei miei preferiti, soprattutto per la sua parte finale, che tocca vette da capolavoro.

The River è un altro picco emotivo, con una prova vocale sentita e vibrante da parte di Niilo (quel rilascio d’energia dopo “last light will hide” è pura magia). E poi c’è il finale, con due gemme assolute in pieno “Insomnium style”: The Promethean Song (strofa da tramandare ai posteri) e la title track, due brani lenti, sognanti, capaci di colpire proprio quando meno te lo aspetti.

La bandiera del “sorrowful melodic death metal” resta ben salda tra le loro mani, che anche stavolta deliziano cuore e sensi con il loro stile inconfondibile. Non resta che riascoltare gli Insomnium e il loro Shadows of the Dying Sun più e più volte. Ulteriore segnale di una discografia che, passo dopo passo, si fa sempre più ingombrante e rilevante.

Sappiate solo attendere il momento giusto: spesso arriva quando meno ve lo aspettate.

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Riassunto

Century Media (2014)

Tracklist:

01. The Primeval Dark
02. While We Sleep
03. Revelation
04. Black Heart Rebellion
05. Lose To Night
06. Collapsing Words
07. The River
08. Ephemeral
09. The Promethean Song
10. Shadows Of The Dying Sun

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