Norrøn: l’atteso ritorno degli Einherjer è fatto con equilibrio e tradizione
Ci sono voluti otto anni da un Blot non pienamente convincente. Otto anni in cui il genere che hanno contribuito a plasmare è esploso in termini di pubblico e critica. Otto anni senza alcuna mossa da protagonisti. Ma hanno saputo aspettare, e risolvere così parte dei problemi con un disco che farà senz’altro bene a tutti. In primis proprio a loro, perché i “vikingoni” norvegesi Einherjer facevano ritorno suonando quello per cui erano conosciuti. Parliamo di quella speciale formula pagan/folk metal fieramente vichinga e dalle radici saldamente piantate nel black metal, ma di quello puro, messo appositamente ad invecchiare nelle botti in cantina.
Non troveremo di certo la fantasia di Norwegian Native Art, ne la classe di un sempre più vecchio Dragons of the North, però Norrøn riesce a farsi volere bene e si fa “accettare” già dopo soli pochi ascolti. La noia viene tenuta fieramente alla larga per merito di una tracklist varia e creativa. Costruita, pensata ed esibita in maniera efficace. I pezzi poco riusciti verranno lasciati ad altre occasioni, a venir esibito è un gioco al ritaglio minuzioso, che sfrutta e “spreme” ognuno di questi preziosi quaranta minuti.
L’opera passa in fretta e in maniera fortunatamente indolore. L’ascolto si appiattisce al nostro passaggio, mentre la copertina offre un importante colpo d’occhio iniziale, quantomai essenziale ai fini del successo dell’insieme.
Gli Einherjer si presentano in apertura con il miglior brano
Il meglio gli Einherjer lo piazzano proprio all’inizio, nella lunga (tredici minuti) e pomposa Norrøn kraft. La canzone oltre a darci il ben tornati, dimostra tutta la vena creativa del gruppo, aggiungendo la propria firma alla serie de: “il lupo perde il pelo ma non il vizio“. Il brano è veramente bello in ogni sua piccola parte/variazione, e strappa con diritto la nomination di miglior brano di tutto Norrøn.
Con ancora nelle orecchie il finale destabilizzante di Norrøn kraft arriva di getto l’oscura, potente e tonante Naglfar (in tal caso sono chiari i rimandi al periodo Norwegian Native Art). La canzone sottolinea (come se ce ne fosse ancora bisogno) quanto l’uso del norvegese sia determinante e unico su questo tipo di stile. Il cantato è come consuetudine particolare e vario, capace di evocare e racchiudere sensazioni “claudicanti”, abrasive e magniloquenti a seconda del momento. Splendido esempio ne è la cover di Alu Alu Laukar di marca dei – da me sconosciuti – Ym:stammen, breve “intromissione-intermezzo” in grado di divertire e catturare con armi naturali quali immediatezza e semplicità.
Cori, emozioni e scontri visivi
Il coro di Varden Brenne non intende fare prigionieri, seda il dolore e ci sprona all’attacco. L’arte dei Bathory è chiaramente tirata in ballo e gli Einherjer si dimostrano ancora una volta sublimi cantori di epiche vicende. La canzone mi resta impressa addosso come poche, ne adoro le linee vocali e i due cori portanti. Sensazioni gioiose e “soleggiate” si respirano su Atter På Malmtings Blodige Voll (il classico pezzo che ti fa pensare ad un punto imprecisato del confine visivo oppure di uno “scontro perfetto” tra le entità di Einherjer ed Enslaved), mentre Balladen Om Bifrost vede riunirsi elegantemente densa coralità e sentimento su strofe ruggenti e strazianti. E’ un finale costituito da cruda epicità, e non si poteva chiedere davvero di meglio ai fieri norvegesi.
Norrøn è un lavoro equilibrato, un ritorno forse “a bassa voce”, timido, ma che riesce comunque a farsi voler bene e tanto ci basta. Non ci sono oppressioni né lungaggini: quando si insiste su un passaggio, lo si fa con criterio. Potremmo definirlo un “peso leggero”, qualcosa che non disturba, ma che resta presente.
Era lecito aspettarsi di più? O qualcosa di diverso? Forse sì, forse no. In ogni caso, la classe rimane, ed è sempre tanta.
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Summary
Indie Recordings (2011)
Tracklist:
01. Norrøn kraft
02. Naglfar
03. Alu alu laukar (Ym:stammen cover)
04. Varden brenne
05. Atter på malmtings blodige voll
06. Balladen om Bifrost


