Dischordia – Thanatopsis

Dischordia – Thanatopsis: il technical death metal che sa usare furia, fioretto e dissonanza

Secondo lavoro per gli americani Dischordia, fautori di un death metal tecnico/progressivo in grado di lasciare un’impronta classica sempre e comunque gradita. La band riprende le lezioni scolpite in precedenza da Death e Pestilence, dandoci dentro attraverso mezzi quali furia, “fioretto” e perizia. L’impatto con il sound non lo si può certo definire una novità assoluta, ma al di là di ciò si percepisce un certo desiderio di spiccare, una fiducia totale nel proprio operato che finisce per fare decisamente la differenza.

Sanno come far perdere le proprie tracce: ci stordiscono con l’uso di costruzioni poco prevedibili, elementi che finiremo per assimilare solo dopo svariati ascolti. Bisognerà mettere in conto un pochino di smarrimento iniziale, ma poi i pezzi del puzzle andranno al loro posto magicamente, trascinati da una corrente diligente nell’esporre i propri movimenti. Accenni di dissonanza registrano la loro presenza senza essere mai davvero marcati; conferiscono piuttosto le loro “spinte al contrario”, riempiendo i vuoti e marcando le differenze con la parte definibile al 100% come classica.

Piccoli piaceri sparsi nel tempo: l’accurata ricerca sonora operata dai Dischordia

La produzione non lascia spazio a sorprese: gli strumenti ricevono tutti un’adeguata sottolineatura, mentre al reparto canoro è concesso di spaziare in un range che va dalla gutturalità allo scream pungente e lancinante. In ogni caso, l’interpretazione risulta davvero sentita. Studiata per lasciare – nel tempo – quei piccoli piaceri che solo un prodotto di questo genere può fornire.

Thanatopsis è un cervello inquieto e creativo, posto in continua fibrillazione. E’ un’opera che non lascia spazio al caso e che vuole a tutti i costi indagare la materia trattata. Le canzoni assumono contorni contorti e speciali. Splendido, da questo punto di vista, il terzetto di movimenti iniziale (la title track divisa in tre parti), differenti tra loro e custodi di una classe che viene lasciata libera di fluire solo col passare dei minuti (il disco smette di battere il proprio impulso poco prima dell’ora). Basterebbe citare un pezzo forte su tutti: l’ipnotica e positivamente “zoppicante” The Curator.

Negli abissi di un underground sempre più vasto, i Dischordia dicono la loro con forza, piglio e autorità. Thanatopsis merita più di un ascolto: chissà che non troviate un nuovo “chiodo fisso” su cui fare affidamento.

  • 74%
    - 74%
74%

Summary

Rogue Records America (2016)

Tracklist:

01. Thanatopsis I: The River
02. Thanatopsis II: The Road
03. Thanatopsis III: The Ruin
04. The Curator
05. 22°
06. An Unlikely Story
07. Bone Hive
08. Madness
09. The Traveler

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