Hallucinosis dei Creinium: Un debutto onirico ma che la tira troppo per le lunghe
Finlandesi e in cerca di un’alternativa al sound dei più famosi Insomnium (sparse anche sensazioni alla Dark Tranquillity, Scar Symmetry e Mercenary). Ebbene sì, devo ammettere di aver pensato molto spesso a loro durante l’ascolto del lungo debutto a firma Creinium. Su Hallucinosis troveremo tutta la meticolosa preparazione nordica unita a un sound che tenterà il più possibile di avvolgerci in maniera onirica.
Però, l’eccessiva durata e una scarsa brillantezza in fase di songwriting hanno, come dire, “tarpato le ali” a un prodotto che sicuramente ambiva a ben altri traguardi rispetto a quelli ottenuti (comunque a loro modo positivi e sempre professionali).
Un lavoto meticoloso che non sempre paga
Ed è così che i Creinium finiscono per tirarla troppo per le lunghe. Sia per quanto concerne il minutaggio della singola canzone che per quello totale, che ci porterà oltre l’ora di durata. I Nostri lavorano i fianchi con accortezza, cercano di dipingere un’oscurità che non fa mai male, evidenziano sempre il lato melodico della faccenda unendolo a un “grosso ed imponente” comparto vocale. Le tastiere sono ben presenti e conferiscono una fondamentale dote volta al distacco, allo sguardo verso altre dimensioni che però ci appaiono sempre troppo terrene. Non mancano parti interessanti, momenti realmente elevati che però finiscono sciaguratamente soffocati, dispersi da una voglia di fare che c’è ma non riesce mai a decollare in maniera definitiva.
Di volta in volta apparirà anche lo spettro del black metal più melodico (volto agli astri). Il tutto viene inglobato nelle imponenti e mai dome ritmiche, ritmiche che non saranno in grado di diversificare il prodotto lungo il suo passaggio. Avremo la compattezza, ma ci sembrerà anche di ascoltare sempre la stessa canzone a ripetizione.
Bilancio finale: buon Mestiere ma la sufficienza è solo sfiorata
I Creinium hanno cercato di fare subito “il botto” con questo esordio. Io non posso far altro che avvisarvi: “uscirne intatti non sarà esattamente semplice, ma sono anche sicuro che riuscirete ad estrarre del prezioso nettare dalle loro creazioni”. Purtroppo si vive di vampate, qualche filo di noia e tanto buon mestiere. Alla fine ci si rende conto che la sufficienza verrà solamente sfiorata.
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Summary
Inverse Records (2016)
Tracklist:
01. Hallucinosis
02. Seams
03. Astral Strain
04. The Ophidian Heir
05. Vigilance
06. Passage To An Altered Portrait
07. Conscious Eclipse
08. Solarbound Colony
09. The Diminished Perception
10. Prometheus Through Immolation
11. Compulsive Transition
12. God Monument


