A Blue Fire – A Blue Fire

Tra ispirazioni e lampi di personalità: ecco il progetto A Blue Fire

Un bel modo per inaugurare le danze quello proposto dal nuovo e persuasivo monicker A Blue Fire. Questo duo (formato da Luca Bluefire e dal batterista Simone Raoul Lombardo) inscena per l’occasione venti sensoriali minuti. Tutti accuratamente “sentiti” e ricchi di eleganza, curati e ricchi di un fascino senz’altro particolare.

E’ certamente presto per parlare, e tracciare giudizi affrettati sarebbe la cosa più sbagliata da farsi in questo momento. Ma lungo queste prime quattro canzoni potremo farci un’idea abbastanza precisa riguardo le intenzioni primarie della formazione. Con i loro primi quattro pezzi gli A Blue Fire rilasciano un’inventiva abbastanza intrigante, capace di scegliersi campi differenti in base alle esigenze di turno (che diverranno più chiare su forma più estesa). Il livello confidenziale è la prima caratteristica da loro cercata, sia parlando delle prime due composizioni in scaletta (Care e Hiding, le più “toste” e non a caso anche le mie preferite), che delle successive e più “rock oriented” Melt e Sick.

Le due facce musicali presentate dagli A Blue Fire

Questo EP omonimo ci mostra così queste due facce musicali del progetto (definibili come simili, ma al contempo subdolamente differenti). La prima è quella più forzuta e ritmica, e non a caso guarderà molto in casa Katatonia/gothic rock finnico (ma senza cadere nel mero plagio, come già detto le intenzioni degli A Blue Fire rimangono vive e costanti lungo tutta la breve durata del prodotto). La seconda invece cercherà di lasciar sprofondare i propri artigli per lasciare spazio ad un’intimità liquida, dai risvolti quieti, confidenziali e tendenti al dark/rock.

Ci fanno sperare orizzonti importanti gli A Blue Fire. Il songwriting c’è, e pure la voce riesce a ritagliarsi un suo spazio interessante (il campo battuto è pur sempre insidioso, non impattare nel giusto modo è molto facile). Il miglior esempio di tutto ciò lo propone Hiding e quel suo riuscire a richiamare differenti ispirazioni. Qui ho pensato a una specie di vortice con dentro sensazioni alla Katatonia, Entwine e This Empty Flow. Scusate se magari è poco.

Summary

Long Gone Days Records (2016)

Tracklist:

01.Care
02.Hiding
03.Melt
04.Sick

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