Atlases – Penumbra

Un piccolo passo di inaudita potenza sensoriale, echi e riverberi che non ti aspetti. Non potevano suscitare migliori emozioni i finlandesi Atlases con il loro mini cd Penumbra, poco meno di mezz’ora di post metal nordico, bello intenso e prodotto in maniera da sollecitare istinti ormai assopiti (un freddo che combatte un’altra forma di freddo), talvolta rimembranti -alla lontana- alcune vecchie cose dei maestri Katatonia o dei più attuali Swallow the Sun.

Gli Atlases non scherzano e lo comprenderemo subito, afferrando all’istante quelle preziose rifiniture ben calibrate, adibite e propense sempre al trasporto ma senza omettere la nevralgica, fugace aggressività che di tanto in tanto fungerà come irrompente spartiacque fra due mondi che parlano comunque la stessa lingua.

Penumbra contiene cinque brani di cui uno strumentale opportunamente posto nel mezzo (Hamartia il suo nome e non smonta affatto il mood fornito dalle canzoni provviste di liriche). I pezzi si prestano a girare e rigirare come spiedi sul fuoco, nutrono l’essenza creando quella piacevole sensazione di “tiepido e consapevole distacco” che di solito tante buone cose produce nel nostro subconscio. Gli Atlases confezionano un ep d’altri tempi, uno di quei prodotti che vorresti non finisse mai (il classico che mentre ascolti vorresti assumesse forme immediate da full-lenght) e per il quale finisci a sperare in particolari doti rigenerative.

Le quattro An Era We’ll Bury, A Passage Through Nebula, Shards of Broken Light e Medusa giostrano  vocalmente su diversi registri, avanzano con la calma dei veterani e ritornano su loro stesse cercando incastri mollati qualche attimo prima. E avviene il classico momento in grado di stordirti, quello che ti fa esitare, evitandoti scelte e preferenze; ma è tutto bello così, anzi, è meglio così! Il mezzo diventa intercambiabile, in qualche modo “infinito e continuo”.

Ci sono tutti gli ingredienti per un qualcosa di veramente, veramente “grosso”. Con un biglietto da visita come Penumbra le aspettative saltano bizzarramente in alto all’istante e senza ripensamenti.

  • 77%
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Summary

Pest Records (2017)

Tracklist:

01. An Era We’ll Bury
02. A Passage Through Nebula
03. Hamartia
04. Shards of Broken Light
05. Medusa