Ars Moriendi – Sepelitur Alleluia

Sepelitur Alleluia: la partita con se stessi nelle trame degli Ars Moriendi

Quarto capitolo discografico per il monicker francese Ars Moriendi. Un nome che prosegue il suo percorso in maniera composta, senza curarsi di ciò che attorno – freneticamente – avviene. Atmosfere bloccate e dal taglio gelido e penetrante per mezzo di un black metal che ama spesso guardarsi allo specchio durante l’esecuzione delle sue fitte, lunghe e tortuose trame (conteremo cinque brani per circa 53 minuti di durata).

Sepelitur Alleluia si presenta per mezzo di possenti cavalcate, andamenti che proveranno a farci sentire un po’ di tutto fra “spinte diaboliche” e momenti d’atmosfera gestiti al meglio da tastiere dal sapore “secolare”: una nebbiolina persuasiva, sempre a favore dell’avanzamento del brano intrapreso. L’ingresso dentro questa boscaglia ha certamente qualcosa di sacro da spargere ai quieti e pazienti venti. La sensazione è quella di muoversi all’interno di un luogo osservato da mille e mille occhi, dove solo un’adeguata preparazione a un tipo di musica mai scontato (eppure mai veramente sopra le righe) saprà portare i frutti sperati.

La resistenza emotiva dentro Sepelitur Alleluia

Si combatte all’interno delle composizioni create dagli Ars Moriendi, si combatte dentro quel trambusto interiore che dovrà essere giocoforza gestito saldamente prima di arrivare alla meritata uscita. Sepelitur Alleluia diventa prima di tutto una partita con noi stessi, prima ancora che con il creatore diretto di queste note “rafferme”. Solo una propositiva esposizione al prodotto riuscirà a portare alla completa soddisfazione, poiché di momenti nei quali “dover resistere” ce ne sono parecchi. Anche se a conti fatti risultano meno determinanti rispetto al precedente La singulière noirceur d’un astre, che rimane qualche spanna sopra.

Si avverte quantomeno una certa maturazione al di là di tanti discorsi. Non possiamo di certo nasconderci o lasciar passare il lavoro come un passo indietro (se lo è nel risultato finale, non lo è per certe sensazioni di spicco). Sepelitur Alleluia appaga il giusto e lo fa bene. Non sarà perfetto in tutte le sue esalazioni, ma resta certamente un ascolto per il quale spendere una giusta porzione di tempo.

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Summary

Archaic Sound (2016)

Tracklist:

01. Sepeliture
02. Ecce Homo
03. À la vermine
04. Je vois des morts
05. Fléau français

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