Post-Mortem – Monumental Pandemonium

Non mi ha inizialmente colpito molto Monumental Pandemonium. Il secondo disco di questi francesi di non più primo pelo ha dovuto impiegare diverso tempo prima di potermi convincere della sua bontà, del fatto che qualcuno oggi possa trovare di interesse il loro ficcante death metal.

I Post-Mortem avevano lasciato la situazione pericolosamente in sospeso con il debutto (God with Horns, correva l’anno 2016), fanno ritorno oggi con tre quarti d’ora di nuova efferata e martellante musica. Aspettatevi del solido death metal da parte loro, di quello suonato e proposto da gente con più di un capello bianco addosso e quindi dal taglio fortemente classico/nostalgico/derivativo.

I Nostri riversano armi e passione lungo una tracklist di 12 pezzi. Tanta carne posta sul braciere quindi, logicamente qualche pezzo rischia di scappare di mano, però i Post-Mortem dopo quell’attimo di scoramento iniziale riescono a portare a termine i loro obiettivi, tanto da poter considerare questo Monumental Pandemonium un buon disco dall’onesta e limpida facciata.

Sicuramente il grosso dello sforzo e della spinta proviene dal lavoro delle chitarre di Samuel Clauss e Jack Ruetsch. Le due asce appaiono pimpanti, striscianti, creative, e cercano sempre le minime variazioni facendoci sbattere la testa a ridosso di partiture che vanno dal classico death metal (c’è molto dei Carcass dentro, provate a tal proposito ad ascoltare l’ottima Cryptic Revelations) a quello più melodico di stampo svedese.

Anche il vocione di Xavier Schreiber assurge un ruolo di protagonista, andando a conferire la giusta dose di brutalità nel passare da aspre vibrazioni a gutturali interpretative profondità.

Monumental Pandemonium viaggia spedito (diciamo che non si sofferma mai troppo a pensare), giungendo grazie al lavoro meticoloso delle chitarre a colpire ripetutamente il suo fruitore. Stupisce ad esempio il climax epico che fuoriesce da una traccia come Mountain of Skulls, sufficientemente esaustivo circa le doti possedute dalla band.

Anche gli aspetti più quadrati di Skin of My Enemy, Opening of the Underworlds Gates e Soul Inquisitor (ispirazione su più livelli qui) ci lavorano bene e a modo i fianchi. Certo, forse non resteremo sotto shock, però i Post-Mortem si portano a casa un onesto risultato che di certo non potrà scocciare.

64%

Summary

Great Dane Records (2022)

Tracklist:

01. Abyssus Abyssum Invocat
02. Genocider
03. Skin Of My Enemy
04. Mountain Of Skulls
05. Opening Of The Underworl’s Gates
06. The Pure Terror
07. Cryptic Revelations
08. Arallu Imperator
09. Soul Inquisitor
10. Altar Of Inner Ghouls
11. Massive Decimation
12. Graviora Manent