Mortuus – Diablerie

I dischi degli svedesi Mortuus sono da accogliere in qualità di miracolo divino. Con loro, bisogna godere ed accettare ciò che arriva, ed evitare di pensare di essere di fronte ad un’entità normale, recante delle scadenze che possano venire definite come regolari.

Johannes Kvarnbrink e Marcus Hinze ritornano a sorpresa in questo 2022, arrivano con un nuovo pargolo fatto d’oscura ritualità. Il suo titolo è Diablerie e segue l’ormai vecchio Grape of the Vine (uscì nel 2014, un’era fa praticamente). Eppure i Mortuus li ricordiamo un po’ tutti per quel debutto luttuoso, impenetrabile ed indimenticabile uscito nel 2007, un disco che basta invero solo nominare: De Contemplanda Morte (De Reverencie Laboribus ac Adorationis).

Di tanto in tanto il monicker manifesta la sua presenza ed ogni volta che lo fa si aprono striscianti varchi verso l’aldilà. E’ la calma dei forti a dettare legge, ad infestare con spiritualità i quattro lunghi brani del nuovo Diablerie. La fretta inganna l’uomo, la fretta fa sbagliare, ed i Mortuus questo lo sanno bene, le nuove composizioni vanno ad abbeverarsi ad una mefitica e diabolica fonte, espandono da lì i loro temibili tentacoli con ventose pronte a ghermire, e a succhiare ogni briciolo di linfa vitale rimasta all’interno del nostro corpo.

L’evoluzione c’è stata nella musica dei Mortuus, un avanzamento impercettibile ma che rende idea dei tempi che avanzano e si trasformano. Così Diablerie arriva forte nello spirito e nelle intenzioni, dice il suo e lo fa straordinariamente bene, con la consapevolezza che il passato appartiene al passato e che certe congiunzioni sono difficili da ripetere.

Con questi pretesti ascoltare la loro terza opera diventa una delle cose migliori che potreste fare nel corso dell’attuale annata discografica. Finire fagocitati dalla prima Threefold Harrowing of Hell un’esperienza totale, dove trasporto ed ossessione vanno a braccetto, incatenandoci lungo tortuose strofe impossibili da cancellare.

Dopo un brano del genere è difficile mantenere alti certi standard, ma qui siamo al cospetto di un nome importante, e di personaggi che sanno bene cosa fare e soprattutto come proporlo per farcelo arrivare nel giusto modo. Così l’ascolto di Diablerie diventa un’agonia totalizzante, una tortuosa discesa nella pura e latente negatività, un affresco nero ed implacabile che si rinnova prima nella title track, e poi anche sulla fredda ed asettica In Graves Remote Even the Worthless Have a Meaning oltre che nella conclusiva discesa di Furnace of Sleep.

La musica nella sua forma perfetta. La meticolosità, il metodo raggiunto e l’approccio nei confronti del black metal rendono questo Diablerie una vera e propria “dipendenza”. Lasciatevi risucchiare.

80%

Summary

World Terror Committee (2022)

Tracklist:

01. Threefold Harrowing Of Hell
02. Diablerie
03. In Graves Remote Even The Worthless Have A Meaning
04. Furnace Of Sleep