LVA – In Lvmine Ignis Vestri

L’entità veneta LVA sta mettendo su una discografia davvero stuzzicante. Dietro al monicker si celano Gavorach e Oriax Nocturna, duo che ha avuto occasione di rodarsi in altri progetti prima di arrivare a definire una formula quantomeno particolare, aiutata da una precisa spinta personale che si acuisce ad ogni nuovo prodotto sputato fuori.

Così se l’esordio Embers of a Black Plague risulta sì gradevole, ma un pochino acerbo, lo stesso non possiamo dire del secondo Ας αρχισει η τελετη, lavoro che sciorinava una decisa quanto convincente ed elaborata spinta che catturava immediatamente l’attenzione.

Possiamo dire che a partire dal loro secondo disco e dall’inizio della collaborazione con Ascension Records gli LVA sono riusciti a far scattare una certa leva magnetica, leva che s’inasprisce oggi con l’arrivo dell’ep In Lvmine Ignis Vestri: ovvero 3 canzoni per 22 dannati ed intensi minuti dedicati al mito delle Erinni.

Il sangue si gela subito nelle vene al momento della partenza di Seed of Inverse Ascension (Prava Cogitatio), brano che continua il modus operandi degli LVA e lo incanala se possibile ancor più verso una certa e controllata bestialità. I loro brani appaiono a primo impatto tortuosi, positivamente “sfiancanti” ma anche capaci di crescere a dismisura nel corso del tempo. Caratteristiche ferali ci martoriano la testa trasformando il tutto in un estremo godimento che andrà ad inerpicarsi su livelli davvero alti ed interessanti.

Il black metal che si presenta su In Lvmine Ignis Vestri è di stampo adulto, elaborato a dovere e pensato per folgorare su più livelli. Non appena avremo concesso il giusto tempo al tutto le chitarre inizieranno ad emergere da quel groviglio tempestoso che trascina e porta avanti con piglio le tre composizioni. Desolazione e semi di follia vengono coltivati e spazzati con saldi fendenti da un riffing rigido, catalizzante, da veterani.

Forse A Selfish Hymn of Proclamation (Prava Elocutio) rappresenta l’apice di quest’opera, ma il mio è solo uno spunto soggettivo, poiché ognua di queste tre “lacerazioni” svolge appieno il suo dovere con qualità, ma soprattutto consapevolezza sul dove si vuole arrivare a colpire; d’altronde la sacralità conferitaci dal finale di Monument of Failure (Prava Operatio) varrebbe più di tante e “solite” parole (credo sia giusto concludere così dopo tanta intensità).

E’ cominciato da poco questo 2022, ma posso già affermare che con In Lvmine Ignis Vestri abbiamo sottobraccio uno degli ep dell’anno. Da recuperare al più presto.

Summary

Ascension Records (2022)

Tracklist:

1. Seed of Inverse Ascension (Prava Cogitatio)

2. A Selfish Hymn of Proclamation (Prava Elocutio)

3. Monument of Failure (Prava Operatio)

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