Karner – Untam Liacht tota Stern

Esordio di qualità e spirito per gli austriaci Karner i quali fanno tesoro di tutta la musica partorita dalla loro nazione. La tradizione è rispettata, gettata fuori con la giusta rabbia attraverso 51 coraggiosi minuti pregni di fascino e superiorità.

Untam Liacht tota Stern diventa così un debutto da porre in rilievo rispetto a molte altre uscite, un disco capace di esprimere un sentimento melodico accorto e spietato senza venire meno “alle mani” e agli attacchi. Praticamente i Karner possono scegliere qualsiasi via senza correre il rischio di sbagliare, posseduti dal fuoco dell’ispirazione appaiono rudi nell’essenza, ispirati quando c’è bisogno di fermare ed allargare il tempo.

Il black metal tedesco e le parti più aspre del binomio Empyrium/Dornenreich (e in mezzo Nocte Obducta, Agrypnie, Imperium Dekadenz, balla tutto lì) emergono distintamente come un faro posto nella nebbia e donano l’ispirazione per la via da battere. Le strofe arrivano così per distinguersi, brucianti come impostazione e persuasive sino al midollo, trainano senza sbagliare questi sei pezzi, tutti perfettamente consci di avere dentro quel potere sacro, violento, atmosferico.

Davvero, potrei citare ognuna di queste sei composizioni (ma se volete ”sapere” ascoltatevi i dodici minuti di Ibarn Hoascht o ciò che riescono a scoperchiare con la statuaria Totntonz, lì ci trovate davvero tutto), ma alla fine è l’insieme a trionfare, quell’implacabile, brusca sensazione di essere in presenza di quel debutto di “grossa stazza” che sai sempre arrivare prima o poi (il problema è trovarlo!).

Non hanno paura di osare i Karner e Untam Liacht tota Stern è una perfetta descrizione dell’ignoto, della pulsante passione che è al contempo impronta arcana e rude crudità.

Una discesa nei recessi dell’animo, un trasporto emotivo azionato da continui cambi di tempo e che spero possa diventare letale ed inchiodare voi come ha fatto con me. Sotto certi aspetti i Karner “nascono adulti” e possono dirsi già arrivati dopo aver creato questo piccolo monumento votato alla natura e alle tenebre.

Lugubri, oscuri, crudi e nel mentre pure interpretativi, gestori continui di un potere capace di smuovere e lasciarci vagare con apparente perdizione, i Karner regalano alla popolazione black metal un disco da poter sviscerare a dovere, spietatamente.

Semplicemente imponente, inaspettata genuinità.

77%

Summary

Dominance of Darkness Records, Under the Dark Soil (2022)

Tracklist:

01. Wöltnzastöra
02. Zur Oltn Lohn 0
03. Ibarn Hoascht
04. Totntonz
05. Schworzes Firmament
06. Wos wor, wos bleibt