Crypta – Echoes of the Soul

Le Crypta sono il risultato di due scissioni e hanno fatto parlare un bel po’ gli addetti ai lavori ancor prima che il disco finisse concretamente sulla nostra pienissima tavola. Da una parte Sonia Anubis che lascia le Burning Witches, dall’altra Fernanda Lira e Luana Dametto che con un colpo di coda lasciano la baracca delle Nervosa. La curiosità era tanta, un pochino di più per me che mai avevo digerito il thrash metal delle brasiliane.

Completa la line-up una seconda chitarra anch’essa brasiliana (Tainá Bergamaschi) e dopo i dovuti lavori ecco uscire Echoes of the Soul. L’album esce sotto Napalm Records che decide così di seguire il “trend” iniziato anni prima con le Nervosa: gruppo tutto al femminile e privo di reali riscontri al quale viene data subito l’opportunità per “sfondare” e portare cosi facili introiti in cassa. Quantomeno la copertina rende onore e lascia pure intendere un certo attaccamento ad un immaginario death metal di una ventina (o più) d’anni fa.

C’è da dire che la presenza della giovane olandese Sonia lasciava presagire un prodotto quantomeno più curato dal lato tecnico. Così effettivamente è stato, ma questo Echoes of the Soul certamente non sta lì a compiacersi; quindi ben vengano i pregevoli assoli, ma le mazzate ed un certa impronta di fondo sono presenti e del tutto approvate.

Se devo dirla francamente le Crypta hanno confezionato un lavoro di molto migliore rispetto a quello delle Nervosa. Certo che stiamo parlando di due entità ben distinte ed unite solo dalla storia di alcuni elementi, però il nodo della questione resta sempre una Fernanda Lira che trovo in questa occasione ancor più fastidiosa rispetto alle prestazioni con le Nervosa (diciamo che se Diva Satanica fosse venuta qui sarebbe stato molto meglio per tutti). La sua prova è oltremodo eccessiva (i suoi sforzi non portano a nulla, sembrano solo forzature vocali fatte a caso) e fastidiosa e va a rovinare la struttura di pezzi che invece riescono ad intrattenere, pulsare di marcio e a dire la loro. Diciamo che faceva meno danni con la band precedente, qui si alza l’asticella e lei resta indietro nonostante l’impegno e l’ostentazione.

Si viaggerebbe su diverse votazioni con una prestazione vocale decente, ma così com’è Echoes of the Soul non potrà mai superare quella sufficienza d’ufficio che si assegna molte volte a malincuore. I brani funzionano, entrano in circolazione lentamente mettendo in vetrina un riffing antico, ficcante e creativo (uno su tutti: Death Arcana) che in più di un occasione cerca l’intuito del lato pragmatico dei mitici Death (fondendolo talvolta con anfratti melodici nordici come si evince su Shadow Within) o versatili soluzioni thrash (Blood Stained Heritage).

Si viaggia lontani dai “voli entusiastici” dati da alcune esaltazioni della prima ora. Le Crypta partono senza dubbio con il piede giusto, anche se bisogna sperare che la presenza di alcuni handicap possa venire prossimamente curata.

60%

Summary

Napalm Records (2021)

Tracklist:

01. Awakening
02. Starvation
03. Possessed
04. Death Arcana
05. Shadow Within
06. Under The Black Wings
07. Kali
08. Blood Stained Heritage
09. Dark Night Of The Soul
10. From The Ashes

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