Corrupter – Descent Into Madness

Lo ho già detto e mi tocca ribadirlo: ultimamente la Francia ha scoperto di saper fare – e bene – del sano death metal underground. Non ricordo negli anni passati un’affluenza di gruppi così decisi e validi (se omettiamo i nomi più famosi ovviamente), capaci di vestire le diverse influenze del genere ed incanalarle verso un percorso di assoluta qualità. I qui presenti Corrupter capitano quindi a fagiolo, con l’acida mezz’ora del loro disco di esordio intitolato Descent Into Madness a farla da padrone nel mio stereo durante le ultime settimane.

Il death metal firmato Corrupter è bello sporco, maligno ed intenso; nonostante la “praticità” della durata richiede qualche goccia d’olio in più negli ingranaggi prima di poter decollare in tutta la sua oppressiva appiccicosità. In maniera subdola Descent Into Madness entra in circolazione scavando trame pungenti ed efferate; solo in tal modo gli antri oscuri inizieranno a farci vedere tutto il buono che ci viene nascosto da una pesante coltre caliginosa.

Ogni brano nasconde un potere capace di emergere. Le chitarre sono un pungo melmoso e lo spettro vocale (aiutato dalla presenza guest di Meyhna’ch dei Mutiilation) insozza bene bene queste spirali d’odio che vanno a scavare sempre di più in profondità. Non è un caso di come le ultime composizioni (Home for the Dead e title track) siano quelle in qualche modo “speciali”, vuoi per la loro effettiva validità, ma anche perché ormai avremo addosso il giusto grado d’assuefazione (c’è una sensazione circolare all’interno di questo album che termina per rapire, esempio calzante è rappresentato dal pezzo Not Enough to Harm).

Comunque anche l’opener End of the Rope o la terza Into the Hearse fanno il loro dovere e il discorso resta valido all’interno di un tragitto che non intende “prendersi libertà” e svolazzare altrove, mantenendo il focus centrato su violenza, nichilismo e decadimento.

I Corrupter sono per chi cerca del marcio esclusivo accompagnato dalle buone e vecchie violenza e deviazione. Una punta di black metal non modifica la traiettoria di una musica decisa a compiere il proprio scopo. Descent Into Madness è niente più di una: “goduriosa frustrazione”. Brava Godz ov War Productions ad averci scommesso sopra.

70%

Summary

Godz ov War Productions (2022)

Tracklist:
01. End of the Rope
02. Darkest Light
03. Into the Hearse
04. No Life Here
05. Horror and Aftermath
06. Not Enough to Harm
07. A Mistaken Anointing of the Sick
08. Home for the Dead
09. Descent Into Madness

Commenta