Burial Remains – Spawn of Chaos

Ad appena un anno dal bruciante debutto Trinity of Deception ritornano a sparare solide cartucce gli olandesi Burial Remains. Ad accompagnarli in occasione di questo Spawn of Chaos è la connazionale Raw Skull Recordz, etichetta pronta a rilasciare sul mercato otto nuovi pezzi più una cover degli Slaughter (Tortured Souls), posta opportunamente in coda ad infiocchettare degnamente il tutto.

I Burial Remains sono da annoverare tra i cultori dell’immobilismo sonoro. Il loro unico pensiero è quello di fare le cose in modo classico dalla A alla Z, senza minare con pericolosi sussulti il cuore o il respiro dei maniaci incalliti del death metal.

Spawn of Chaos è un’onda energetica capace di condensare in un tutt’uno il rumore delle motoseghe svedesi (i Dismember sono in cima alla lista in questo caso) con il terremoto ritmico alla Bolt Thrower. Il risultato è davvero valido, un tritacarne sonoro capace di tenerti avvinghiato ad una tracklist che non mostrerà mai, ma proprio mai la corda.

Il riffing è scandito, pimpante e sempre ispirato (e mai si gingilla), trascina con sé il restante comparto che farà ogni cosa in suo potere per trafiggerci amichevolmente.

Non ci troviamo di fronte ad una produzione pronta a spegnersi lentamente come una candela. No, i Burial Remains grazie all’efficacia dei grandi riescono a tenerti sul tagliente filo, alternando con rara sapienza tiro a trainanti rallentamenti al fulmicotone.

Non saprei ove partire nell’elencare qualche traccia piuttosto di altre. Ma potrei con mooolta timidezza dirvi Where Death Begins, title track, la gorgogliante At Dawn Came the Shadows (quando il titolo di una canzone inizia così è sinonimo di garanzia) e la doppietta Spear Of Destiny/Legions of Death capace di farti scendere più di una lacrimuccia per l’evidente musa che abbiamo perso.

L’importante però è il messaggio finale che arriva: un messaggio forte e solido quanto cemento, pronto ad infiltrarsi nella testa per possedere l’ascoltatore attraverso scariche di genuina tortura, talvolta opportunisticamente melodica (come Slaves to the Cult insegna).

Affidate senza indugio i vostri minuti nelle mani dei Burial Remains, il loro secondo “urlo” merita applausi e supporto incondizionato per quanto mi riguarda. Niente che verrà ricordato nelle zone “che contano” magari, ma comunque solide fondamenta per una scena che continua a dragare senza paura un tumultuoso e mortifero fiume d’annata.

Summary

Raw Skull Recordz (2020)

Tracklist:

01. As Darkness Shall Reign
02. Where Death Begins
03. At Dawn Came The Shadows
04. Slaves To The Cult
05. Spear Of Destiny
06. Spawn Of Chaos
07. Swallowed By Sulphur
08. Legions Of Death
09. Tortured Souls [Slaughter cover]

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