Syn Ze Șase Tri – Sub Semnul Lupului

Ad appena un anno dall’uscita del debutto ecco tornare i rumeni Syn Ze Șase Tri con il secondo full-lenght Sub Semnul Lupului. L’esordio non era stato dei migliori, la sufficienza […]

Ad appena un anno dall’uscita del debutto ecco tornare i rumeni Syn Ze Șase Tri con il secondo full-lenght Sub Semnul Lupului. L’esordio non era stato dei migliori, la sufficienza era stata raggiunta in qualche modo lasciando poco spazio all’esaltazione, le cose vanno decisamente meglio con la seconda covata. Il disco non modifica invero troppo le cose, le tastiere ed il lato sinfonico/epico sono sempre ben presenti e plasmano strutture che si fanno lievemente più feroci e dinamiche. I Syn Ze Șase Tri per farla breve convincono, si prendono qualche rischio maggiore (vedi lunghezza del disco) riuscendo anche a lasciare un ricordo migliore e concreto. Ho notato decrescere l’influenza Negură Bunget a questo giro (certo, a volte le chitarre ti ci fanno pensare quasi obbligatoriamente, ma in misura minore) mentre il lato Dimmu Borgir sembra affacciarsi con più frequenza rispetto a prima.

Sub Semnul Lupului a suo modo è anche abbastanza vario, si sente che le canzoni provengono dalla stessa fonte ma allo stesso tempo non sono mai uguali per quanto concerne la struttura. Viene da dire che la via cercata faticosamente già sul debutto è stata finalmente trovata, quello che era buono è stato fortunatamente lasciato e questo fa ben sperare per la possibile futura crescita. La canzone che secondo il mio parere incarna perfettamente la “scovata” brillantezza è Vatra strămoşească, capace di accendere gli animi prima di colpire ed esaltare definitivamente -e non poco- col suo crescendo finale. Altre canzoni da ricordare sono senz’altro Născut în negură, Legea străbunilor e title track (si evince di come la prima parte risulti superiore alla “coda”). La produzione vorrebbe conferire un lato misterioso ma secondo me non riesce completamente nella sua impresa frenando di fatto un poco l’entusiasmo generale, potevano dare un’idea di “completezza” maggiore ma ci accontentiamo lo stesso di questa parabola “astratta”.

Bella infine l’idea di proseguire il tema grafico di copertina, quelle belle o fascinose incentivano sempre l’acquisto e ciò diventa ancor più importante quando la band deve farsi conoscere o migliorare la propria posizione generale. Sub Semnul Lupului non è di certo un lavoro obbligatorio da possedere, potrà interessare giusto agli irriducibili, la sua compagnia nonostante ciò la mantiene, il classico album al quale non bisogna chiedere tanto, in cambio qualche piacevole spunto (con la giusta predisposizione) lo si otterrà facilmente e senza fastidiosi sforzo.

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