Suffering – Chaosatanas

Primo demo nel 2012 per i polacchi Suffering (tra le cui fila milita Astaroth, ascia dei più noti Besatt dal 2011). Tre anni dopo professionalizzano il tutto con un ampio […]

Primo demo nel 2012 per i polacchi Suffering (tra le cui fila milita Astaroth, ascia dei più noti Besatt dal 2011). Tre anni dopo professionalizzano il tutto con un ampio ep di mezz’ora (riproposti i tre brani presenti sul demo) dal nome Chaosatanas. Pochi dubbi, poche esitazioni sulla strada appena inforcata, i Suffering danno “non-vita” ad un black metal spedito e privo di fronzoli, e per nostra fortuna lo suonano dannatamente bene. I pezzi presentati si fermano a sei, il tempo inizierà a volare pungente e austero tanto da formare una speciale corazza glaciale dai rilievi indistruttibili. La band inaridisce per bene il territorio calpestato (e l’aria circostante) creando un alto e anestetico riverbero sonoro, da lì non schioderà più  tende e coordinate base, per l’inscrutabile serie: “se vi va bene è così, altrimenti razzolate pure beatamente altrove“.

Sarà nient’altro che blasfemia ad accogliervi sulle note dell’aspra Suicide for Satan (impossibile non pensare ai Dark Funeral come influenza primaria, in tal caso si avvertono -se vogliamo- in misura ancor più spiccata), i Suffering sanno che bisogna creare subito l’attrito necessario, e non si fanno pregare nell’esporre la canzone a mio dire migliore di tutto l’ep così a bruciapelo.

Lo scream fomenta continua dannazione (lacerante al punto giusto senza “nascondersi” nell’incomprensibilità) mente chitarre e batteria cominciano già in principio una non dichiarata gara sul chi riuscirà a procurare maggiori ferite al fruitore.  Il muro sonoro imbastito otterrà certamente i risultati sperati su chi di diritto, mentre piccoli premi giungeranno in coda a Essence of Sin e su I Am the Existence (lacerante), perché la devastazione può anche -in modo apparente- placarsi, ma determinate sensazioni saliranno sempre e comunque.
Da ricordare saranno anche le strofe di Leviathan Rises (quando le cose super-classiche riescono così bene da folgorarti) con prova vocale annessa, la dilaniante Frozen Faith e la più varia -e lunga, per mezzo dei suoi sei minuti- e intensa Ofiara.

Chaosatanas non vi cambierà di certo la vita, ma per almeno mezz’ora renderà tale supplizio meno ingombrante.

About Duke "Selfish" Fog