Shape of Despair / Before the Rain – Split

Una realtà da tempo affermata e una sul punto di sbocciare definitivamente. Bella l’idea di affiancare Shape Of Despair e Before The Rain per l’uscita di un ep 7 pollici […]

Una realtà da tempo affermata e una sul punto di sbocciare definitivamente. Bella l’idea di affiancare Shape Of Despair e Before The Rain per l’uscita di un ep 7 pollici a solo uso e consumo dei fan più esagitati. Impossibile tentare di dare un voto preciso all’uscita, un solo brano per parte (una fra l’altro è anche una cover) non è abbastanza per promuovere o bocciare in maniera netta il presente prodotto. Certo è che la sua “porca figura” in una eventuale collezione death/doom questo split la può benissimo fare, i due brani sono senz’altro di una qualità elevata e il piccolo sforzo economico è dunque compensato alla grandissima. Poco meno di un quarto d’ora ricco di emozioni soffuse e profonde, dove entrambe le band mostrano la propria “esagerata” classe.

Potevano essere convenzionali gli Shape Of Despair? La risposta ovviamente è no, così i nostri prendono dallo scaffale dei ricordi i Lycia (splendida formazione darkwave) e ripropongono la loro magnifica Estrella. Un brano difficile da modificare e da rendere proprio, un brano già perfetto all’origine in tutto per tutto. I finnici però riescono nella non semplice missione e fanno vibrare il pezzo sotto una nuova luce di “decadente assenza”. Il lirismo femminile rimane etereo e in qualche modo divino (come giusto che fosse) e contrasta in punta di piedi le “solite” chitarre elettriche dense di sentimento e romanticismo. Un sentito grazie agli Shape Of Despair anche questa volta è totalmente dovuto.

I Before The Rain completano l’uscita con spirito creativo, Somewhere Not There è una canzone tanto ispirata quanto classica, si passa così dai vecchi Katatonia di Brave Murder Day (giusto per mantenere un collante con l’etichetta italiana Avantgarde Music) a soluzioni classicamente gothic efficaci ed eleganti. Da sottolineare in positivo l’ottimo cambio vocale estremo/pulito, per nulla forzato e vero fiore all’occhiello del brano. Intensi momenti “growleschi” si scambiano il posto con sprazzi “narrativi” in un continuo vortice dai forti richiami emozionali. Lode anche alla produzione che enfatizza al meglio il lavoro possente delle chitarre (ed era importante riuscire in questo proprio per il tipo di brano proposto).

Nemmeno a dirlo, split da prendere alla prima occasione buona e senza tentennamenti.

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