Whorehouse – Corporation

Un’altra ottima uscita in territorio thrash metal arriva dalla Polonia, l’offerta ci perviene dal binomio Whorehouse/Defense Records e promette divertimento, continui scossoni e la giusta attitudine in sede di comando. […]

Un’altra ottima uscita in territorio thrash metal arriva dalla Polonia, l’offerta ci perviene dal binomio Whorehouse/Defense Records e promette divertimento, continui scossoni e la giusta attitudine in sede di comando.

I Whorehouse si sono fatti aspettare non poco prima di riuscire a dare fuoco alle polveri per la seconda volta in carriera (la prima risale ormai al 2009 con Execution of Humanity). Il nuovo Corporation è una legnata dalla presa immediata e totalmente nostalgica, una sorta di tributo al thrash metal più impegnato e “secco” nella produzione. Pochi fronzoli e tanta sostanza insomma,i Whorehouse ci riportano immediatamente in testa i primi Exodus ma applicano sulla consolidata formula una prestazione canora in grado di portaci davanti l’immagine del buon Chuck Billy (i Testament periodo The New OrderLow si avvertiranno tantissimo). Emerge anche qualcosina di più “quadrato” alla Kreator, giusto per lasciare un qualche segnale d’appartenenza al suolo Europeo il che non guasta mai.

Il mio collega di webzine li definisce come : “un mix tra Low e Fabulous Disaster, ma con tematiche sociali tipo Megadeth ma più alla leggera. Inoltre il lavoro dietro le pelli di Shambo è riuscito a ricordarmi il colossale operato del mitico John Tempesta”. Da parte mia non potrei essere più d’accordo di così, perché è esattamente tutto ciò ad uscire fuori al momento di premere l’amato tastino “play”.

Non c’è modo di sfuggire ai poteri di una produzione davvero ideale, calzante al millimetro per questo dato stile. Basso e batteria tamburano e pulsano in piacevolezza, mentre le chitarre svolgono quel lavoro trascinante fatto di rude precisione. Trovare vie d’uscita vincenti quando suoni in questo modo non è affatto semplice ma i Whorehouse potranno dire di esserne usciti vittoriosi su tutta la linea (l’headbanging in cui vi produrrete sarà la migliore risposta che potrete darvi).

Le otto canzoni di Corporation non tentennano, vanno dritte al punto riempiendo al meglio il campo sonoro a noi circostante. Potrei menzionare l’opener title track, la successiva The Same Old War o le varie Toxic Dance, Payback (aaah, il suo inizio!), Invaders e The Silent Unsean, c’è davvero l’imbarazzo di scelta per poter scegliere qualcosa piuttosto di un’altra dalla tracklist (e non vorrei fare un torto a quelle che non sto a citare, sono tutte belle per un motivo o per l’altro).

I Whorehouse fanno funzionare gli ingranaggi, ci terranno pressati contro il muro grazie al tiro super efficace e noi non potremo che segnarci il loro nome per un nuovo giro nel futuro. Fate sputare fuoco alle vostre casse con Corporation e vedrete che non ve ne pentirete!

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