We Are Killing Ourselves – The Road Of Awareness

Che bella sorpresa il secondo album dei portoghesi We Are Killing Ourselves (conosciuti anche come W.A.K.O.). The Road Of Awareness si muove a ridosso di un imprecisato territorio che comprende […]

Che bella sorpresa il secondo album dei portoghesi We Are Killing Ourselves (conosciuti anche come W.A.K.O.). The Road Of Awareness si muove a ridosso di un imprecisato territorio che comprende generi come il thrash metal più ragionato, l’industrial metal e il melodic death metal meno spinto. Sul tutto aggiungente pesanti dosi di groove e il risultato eccolo lì, bello che fatto. Detta così sembra facile ma vi assicuro che l’ascolto del disco è tutto fuorché semplice. I ragazzi devono averci speso sopra diverso tempo e litri di sudore, la musica sgorga fuori potente, tecnica e completamente decisa nel suo essere intensamente avviluppante. A colpire immediatamente è la produzione, chirurgica e potente quanto basta, si toglie anche lo sfizio di far vibrare al meglio ogni strumento (partorita agli Ultrasound Studios di Braga si è poi volati alla volta di New York per gli aggiustamenti del caso). Le chitarre affondano le loro lame sagacemente, il basso funge da perfetto collante e la batteria non sbaglia un solo inserimento. La voce invece si trova a metà strada fra l’urlo rozzo e strozzato e uno scream/growl efficacemente profondo. Tutti gli interpreti ci mettono impegno esagerato, ragionati ma intuitivi, qualcosa da assaporare in completo relax.

The Road Of Awareness non è certamente affare per gli amanti delle “corte distanze”, le canzoni amano protrarsi e il disco arriva a sfiorare l’ora di durata, un’ora scarsa, fatta di violenza, continui rilanci, poderosità e della giusta armonia. The Shape Of Perfection apre le danze dimostrando subito l’enorme potenziale “mezzo-intricato” della band, Ship Of Fools e Dissonant Dark Dance mantengono altissima l’intensità mentre Drifting Beyond Reality scandisce e propaga tutto il suo ritmo incalzante. Non se ne stanno mai fermi, sono dei cervelli in piena funzione, non sprecano tempo a pensare di ripetere cose già espresse, lo si capisce anche con un frettoloso ascolto, ogni canzone mantiene doti “grasse” e trascinanti ma poi brilla di una propria ed ingegnosa luce, qualcosa di molto fascinoso diciamo. Extispicium spicca grazie alla sua predisposizione all’apertura, The Shadows Collapse Within mette sul piatto brutale instabilità mentre la breve Coded Message Of Death distribuisce nuove e continue scariche elettriche. Ci troveremo imprigionati in una tela magnetica senza far uso di grossi sforzi, sbatacchieremo le nostre vertebre in uno stato di trance con addosso quella piacevole sensazione di appagamento maniacale che solo certe release riescono a fornire in maniera adeguata. The Sorcerer è un’altra canzone meritevole di tutta l’attenzione possibile, l’ennesimo esempio di questo meccanismo perfettamente oliato. Notevole crescendo quello respirabile su Intersected To A Closer Premonition, giusto attimi prima di finire travolti dall’incedere turbolento della perla finale Coronation Of Existence (bellissimi i cambi tempo e il cantato pulito stampato sulla coda).

Se dovessi fare una carrellata di nomi per descrivervi vagamente come suonano questi portoghesi vi farei una lista che comprende nomi come Forbidden, Fear Factory, Soilwork, Meshuggah, Textures, Pantera, Dark Angel e i Death del compianto Chuck a guarnire. Direi che tutta questa creatività va quantomeno provata.

About Duke "Selfish" Fog