Warmoon Lord – Burning Banners of the Funereal War

Semplice, dannato e primordiale. Lo ascolti una prima volta e già ne intuisci il valore, distribuendo mentalmente i vari nomi che finiranno da li a poco per dettare legge. Si, […]

Semplice, dannato e primordiale. Lo ascolti una prima volta e già ne intuisci il valore, distribuendo mentalmente i vari nomi che finiranno da li a poco per dettare legge. Si, il progetto finlandese Warmoon Lord non vuole affatto proporre armi nuove, niente che non sia già stato detto e suonato da altri e qui sta il suo oscuro e ormai sfiorito segreto. Burning Banners of the Funereal War è tanto semplice quanto emozionante, il suo ruolo è quello di farti ricordare altri senza mai scadere nell’insulso. E’ dotato di soluzioni rozze, appuntite e mistiche che uniscono chitarre e suoni realmente underground a tastiere abili nel conferire una certa “antichità” di base (il che lo avvicina a diversi ed emozionanti lavori degli anni ’90).

Due brani strumentali faranno da cornice a quattro solide canzoni (tutte sui 6/7 minuti), menzione particolare a quello che ha il compito di introdurre l’album (The Tragic Moon) che riuscirà a spingere sui giusti cardini prima del lancio della prima ed eccitante Obsessing Darkness (con un riffing pronto a ricordare il binomio Mayhem/Emperor). Ma più scorrono i minuti e più avvicineremo l’operato Warmoon Lord a quello dei “vicini di casa” Satanic Warmaster e Horna. Con un dna così ben radicato da una parte e la volontà di non deludere dall’altra Burning Banners of the Funereal War assumerà presto contorni da “gioiellino” incontaminato. Le chitarre mordono e stringono in una presa fredda e arcana, nel mentre i sensi verranno innalzati dalla presenza (mai invadente) di tastiere cupe ma del tutto atmosferiche. Barbarie vocali insozzano l’affresco In a Rotting Memories Grave, ma anche le restanti Funereal Blood e Blazing Warrior Soul si meritano infine la citazione grazie alla loro caparbietà, e alla capacità di reggere non solo l’urto ma pure di rispondere con le “rime” alle prime due notevoli lame.

I complimenti più sinceri vanno alla polacca Wolfspell Records, etichetta perfetta nel suo piccolo (quasi un piccolo negozietto ricolmo di segreti) e brava nel tastare il battito di un certo modo di intendere il black metal con le sue ormai ovvie derive. Lavori come l’esordio dei Warmoon Lord fanno bene ancora oggi (anzi forse di più, perché più passa il tempo e più prende campo il “nulla” più assoluto), siamo nel 2019 e il black metal continua ad esalare la sua diabolica aura.

75%

Summary

Wolfspell Records (2019)

Tracklist:

01. The Tragic Moon
02. Obsessing Darkness
03. In a Rotting Memories Grave
04. Funereal Blood
05. Blazing Warrior Soul
06. …and the Black Crows Ate Their Lifeless Bodies
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