Vile Disgust – Love All the Pigs

Con un nome, una copertina ed un titolo così cos’altro potevamo aspettarci se non del caciarone porno-gore-grind inviperito ed “ultra ignorante” ? I Vile Disgust sono una formazione ungherese nata […]

Con un nome, una copertina ed un titolo così cos’altro potevamo aspettarci se non del caciarone porno-gore-grind inviperito ed “ultra ignorante” ?

I Vile Disgust sono una formazione ungherese nata e cresciuta sporca, il loro debutto si intitola Love All the Pigs e ci offre quindici macellazioni sonore per un totale di ventisei sporchissimi minuti. L’immancabile attenzione (meglio definirlo “amore” per il genere) della Bizarre Leprous Production da sola basterebbe per andare sul sicuro. I prodotti portati all’attenzione dall’etichetta cecoslovacca sono sempre pungenti ed esaustivi quanto basta per un sano e becero ascolto. Non fanno eccezione i Vile Disgust ovviamente, il loro sound pesante ed impastato irrompe come il più classico dei “collage” sonori, sparso fra ignobiltà vocali d’ogni tipo, pronte a decantare ogni sorta di piacevole ed improbabile deviazione (concessa o meno concessa, legale e non).

Si avvertono sudiciume e la puzza di vomito rappresa dentro qualche lurida latrina. Le chitarre cercano di tracciare una strada il più possibile “diversificata” su quel marcio sparso ovunque, così le troviamo ad inscenare rasoiate veloci e pungenti quanto rapidi rallentamenti pronti a serrarti il collo con forza bruta (con la stessa “grazia” di un killer professionista).

Vile Disgust azzeccano il sound (che urta e spinge con pieno merito) mentre il resto verrà praticamente da se, districarsi nella giungla formata dalla tracklist sarà veramente facile e non produrrà il minimo grattacapo (obiettivo divertimento più che riuscito). Insomma questi ragazzi sembrano sapere il fatto loro, e te lo ribadiscono con forza ad ogni nuovo inizio canzone. Feeling pressoché immediato, pesi piazzati opportunamente sulle gambe in modo da ricordarci l’impossibilità di evasione, e via dentro questa gabbia cosparsa di sola ed unica pazzia.

Love All the Pigs vi condurrà spontaneamente alla vostra personale macellazione. Songs preferite: la rivoltante opener How to Make a Girl Fart, My Dick is Out of Control, la purulenta massa di Analyst, il classicismo della title track e le pressanti Septic Tank Blues e I’m a Pornstar.

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