Vicolo Inferno – Stray Ideals

Un disco che lentamente e modo suo riesce nell’intento di piacere sempre di più, elegante ma grezzo, ricco di spunti che non potranno far altro che allietare il nostro soggiorno […]

Un disco che lentamente e modo suo riesce nell’intento di piacere sempre di più, elegante ma grezzo, ricco di spunti che non potranno far altro che allietare il nostro soggiorno fra le sue strutture. La semplicità mai scontata, si potrebbe definire in tal modo e senza troppi fronzoli Stray Ideals dei rockers nostrani Vicolo Inferno.

Brani secchi, rochi e diretti all’animo di chi ascolta, carichi della necessaria adrenalina e pronti a spostare il tiro all’interno di un disegno ben preciso. I Vicolo Inferno ci mettono nelle orecchie un hard rock che sa il fatto suo, mai stucchevole e pronto ad insediare piccoli tormenti nella nostra mai sazia mente. Non si va a riscrivere un genere, con un tiro che strizza molto l’occhio oltreoceano, però le cose sono così dannatamente a posto che non si può che finire a fare piccoli quanto meritati salti di gioia.

Stray Ideals è un lavoro che “ci sta vicino”,capace di esprime “tepore” ad ogni nota immessa. La tracklist avanza cosciente della propria quieta ma salda possenza, regalando piccole perle ad ogni nuovo gradino saldato. Non era certo una missione semplice riuscire a portare a casa tutte e 13 le canzoni presenti, ma i Vicolo Inferno riescono appieno nell’impresa, consegnandoci così un prodotto da sentire senza il timore di incontrare passi falsi. In più mettiamoci una produzione che rende giustizia ad ogni componente e il gioco è fatto, in più non sarà da sottovalutare la prestazione canora di Igor Piattesi, abile nel condensare in un tutt’uno un mix di forza e malinconia non da poco.

Come già detto i capitoli di Stray Ideals scorrono via lisci come l’olio, ognuno troverà le sue pietruzze preferite, fra le tante vanno certamente menzionate la “polverosa” opener Grey Matter Brain, la sua dirimpettaia Dirty “Magazzeno”, Two Matches (grandissimo brano che mi riporta diretto negli anni novanta, affiancato da una voce femminile a formare piccoli strati da pelle d’oca) o l’ipnotica Crosses Market.

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