Vermörd – Dawn of the Black Harvest

L’arrivo del torrido caldo estivo allontana la propensione a mettere su qualcosa di realmente black metal nell’animo, così bisogna inventarsi qualche “trucchetto” per compensare la fame che comunque non cessa […]

L’arrivo del torrido caldo estivo allontana la propensione a mettere su qualcosa di realmente black metal nell’animo, così bisogna inventarsi qualche “trucchetto” per compensare la fame che comunque non cessa mai di mostrare la sua rabbiosa presenza. Un ottimo esempio è sicuramente costituito dalla prima opera partorita dagli americani Vermörd, un mini cd sul quale arrivo con più di un anno di ritardo (uscito ufficialmente durante l’Aprile 2015) ma che quantomeno “si sceglie” un buon momento per fare la sua comparsata nelle mie stanze.

Dawn of the Black Harvest –per inciso- non è nulla per cui leccarsi le dita, però allo stesso tempo rappresenta quell’ascolto privo di fronzoli in grado di portare qualche soddisfacente ventata di piacere. I Vermörd si approcciano alla materia black metal con fare tecnico e produttivamente “brutale” (qualcosa che “cozza” con l’immagine di copertina che fa presagire ben altre sonorità per come la vedo io), si fanno carico di un riffing impervio e lo condiscono con vocals efficenti, pronte a catturare cellule di caos oltre che la conseguente “ribalta” di facciata (un saliscendi fra il profondo e l’ispido).

Dawn of the Black Harvest dilania usando l’arte nera ma leviga l’ambiente creato con tecnicismi death metal, il tutto scorre bene tanto che non ci sarà molto da decidere lungo la strada. I Vermörd semplificano il più possibile facendoti notare il più possibile determinati/particolari passaggi. Un intro e cinque brani per venti minuti globali che sapranno certamente interessare chi di dovere. L’eventuale –e si spera più corposa- uscita diraderà di sicuro alcuni nubi, per il momento se vediamo, “portiamo a casa” che male non fa

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