Uruk-Hai / Funeral Fornication – Uruk-Hai / Funeral Fornication

L’ottima Hypnotic Dirge Records proponeva nel 2010 uno split fra due formazioni rodate a dovere. I primi che troviamo in scaletta sono gli austriaci – è meglio dire austriaco – […]

L’ottima Hypnotic Dirge Records proponeva nel 2010 uno split fra due formazioni rodate a dovere. I primi che troviamo in scaletta sono gli austriaci – è meglio dire austriaco – Uruk-Hai di sire Hugin, personaggio che nel corso degli anni ha messo su un vero e proprio impero discografico con questa sua creatura primaria (non si contano poi i restanti progetti, ma qui non ci interessano). La seconda parte dello split è affidata a Vultyrous con i suoi Funeral Fornication, monicker attivo dal 2003 e reduce da diversi full-lenght.

Apparentemente questo binomio potrebbe sembrare un po’ campato in aria, da una parte un black/ambient dai toni “fantasiosi” ed epici, dall’altra truce sofferenza black metal “depressiva”. Ovviamente gli split sono belli anche per queste cose, due “mondi” differenti pronti a scontrarsi per scoprire, testare e -si spera- valorizzare. Ma quando sussiste la linearità, il risultato non può che essere apprezzabile e da considerarsi riuscito. Uruk-Hai e Funeral Fornication musicano così un ipotetico ed impensabile viaggio, enfatizzano le loro caratteristiche creando curiosi opposti. Il primo progetto rimane spesso e volentieri connesso alla Terra di Mezzo, anche a questo giro l’omaggio si prodiga in tutte le maniere possibili ed immaginabili. Se il mondo de Il Signore Degli Anelli vale per voi qualcosa troverete sicuramente di che gioire. Hugin inserisce qualche chitarra elettrica a questa tornata, ottenendo risultati non distanti da quelli di scuola Summoning (anche se quasi si nascondono per lasciare il palcoscenico a tastiere e programmazioni varie). March To War è un piccolo gioiello (una delle sue migliori composizioni per quello che ho potuto sentire) atmosferico, tributo a diversi momenti toccanti del libro/film di Tolkien/Jackson e quindi dotata di straordinario impatto epico. La seguente Death Is Just Another Path regge l’impatto emotivo nonostante la sua natura arcigna e mutevole, chitarre elettriche poste ad accompagnare e scream bello velenoso a guarnire. Questi due primi brani sono da assaporare in totale silenzio e rappresentano ottime scosse sonore, fra le migliori del progetto. Cirith Ungol chiude la prima parte dello split degnamente, più sperimentale o se vogliamo introspettiva, richiede sicuramente maggior attenzione “psicologica” rispetto alle canzoni che la precedono.

I Funeral Fornication arrivano e stabiliscono i loro paletti di lacerante lentezza. Non mi aspettavo di trovarli così convincenti come sul brano The Weeping Tree (potrebbe essere un loro ideale biglietto da visita). Produzione alta e assordante, voce urlata (ma con suo criterio) e tastiere che sanno cambiare pelle al brano solo nel momento giusto. Stargates Eternal Beheld My Nightmares è invece il classico pezzo da infilare dentro uno split (procurerà di sicuro meno danni), niente di così trascendentale ma sufficienza stiracchiata comunque raggiunta. La tenebrosa Chamber Below The Abyss riporta in su i livelli, sorta d’agghiacciante ballata horror dai profumi soffusi e stranamente “dark”. Infine, per non essere da meno rispetto alla concorrenza i Funeral Fornication uniscono in un tutt’uno la nenia doom The Keep (pezzo marchiato Solstice) con la loro poco trascendentale Obsidian Tarn.

Gli Uruk-Hai fanno meglio dei loro opposti Funeral Fornication, ma il risultato va in ogni caso tutto a favore dello split. Un’uscita da aggiungere alla propria collezione, anche per merito di un artwork curato con grazia dallo stesso Hugin.

Nel 2011 lo split è stato stampato anche su mc dalla Wulfrune Worxxx.

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