Trivax – The World Is Dead

Quest’oggi si va a pescare nel sottosuolo della scena con il monicker Trivax, band di origini iraniane che ha successivamente raccolto forze sul suolo britannico. Parliamo nella fattispecie di The […]

Quest’oggi si va a pescare nel sottosuolo della scena con il monicker Trivax, band di origini iraniane che ha successivamente raccolto forze sul suolo britannico. Parliamo nella fattispecie di The World Is Dead, un ep autoprodotto uscito durante l’estate 2014, quattro pezzi (due saranno intro ed outro quindi la cosa diventa ancora più semplice) per poco meno di venti minuti di black metal “adulto” e controllato, una formula che guarda molto alla Svezia imponente dei Watain (quelli più “aperti”) e compagnia a rimorchio.

I Trivax su The World Is Dead fanno tutte le cose come vanno fatte e i due pezzi cardine dell’uscita riescono nel compito di far passare piacevoli minuti d’arte nera. La produzione non “gioca sporco” e non lascia quindi intendere nulla, diciamo che un velo di oscurità viene tolto di partenza, con la conseguenza di lasciare fluire le note senza particolari intoppi/sussulti. Ma i brani funzionano, la voce è di quelle “gonfie”, ovvero niente scream assassini ma costante ricerca di “uscite rituali”. Wormwood (la prima che incontreremo) l’ho trovata senza dubbio interessante grazie alla sua varietà, alle sue semplici spirali e conduzioni melodiche, non male neppure la “riflessiva” Of Stone and Flesh, brano che mi “impone” di consigliarvi un giretto da questo parti, chissà che non ne usciate con un nuovo nome da tenere sotto osservazione.

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