Träumen Von Aurora – Sehnsuchts Wogen

Se un disco d’esordio rappresenta “solo l’inizio”, c’era da aver una specie di paura per Sehnsuchts Wogen, esordio dei tedeschi Träumen Von Aurora, band in grado di colpire nel fulcro […]

Se un disco d’esordio rappresenta “solo l’inizio”, c’era da aver una specie di paura per Sehnsuchts Wogen, esordio dei tedeschi Träumen Von Aurora, band in grado di colpire nel fulcro la parte autunnale/malinconica dell’anima.

Il territorio sul quale si è scelto di passeggiare è quello del melodic black metal, un modo di pensare/concepire che guarda principalmente a bands quali Empyrium/Dornenreich (questo lavoro non avrebbe affatto sfigurato fra le prime uscite della Prophecy Productions) e molto più alla lontana ai “fenomeni” più recenti come Alcest o Shining più melodici (tuttavia quest’ultimo nome è da prendere molto con le pinze, il risultato finale guarda certamente altrove).

La produzione è delicata e in “dissolvenza”, lascia spazio ad un forte “pensiero natural/onirico”, pronto ad emergere per sgorgare puntuale dentro un preciso habitat. Al resto baderanno le immancabili chitarre acustiche, sempre pronte ad incantare docilmente come l’annuale caduta delle foglie, le tastiere fanno loro il verso in duetti sempre precisi e mai invadenti, e un prova vocale sofferta -che si lancia spesso in apprezzati sussurri pronti ad alimentare un preciso lato dolente- suggella il tutto senza fare mai troppo male però.

Il bello di Sehnsuchts Wogen è che quasi ti aspetti un calo, pensi che prima o poi debba arrivare perché questo è pur sempre un esordio e una certa “acerbità” dovrà in ogni caso “galleggiare”; invece no, il tempo scorre, i brani si susseguono, e l’attenzione rimane alta, inchiodata su uno stato piacevolmente “incantato”. Si, i Träumen Von Aurora hanno confezionato un gioiello piccolo e grazioso, musica per chi gronda passione e sentimento, per quelli che si lasciano trasportare da chitarre splendidamente melodiche (praticamente non sbagliano un passaggio che sia uno, così suadenti, trasportatrici di costante emozione) e da un cantato sentito, definitivo traghettatore di una certa “pace interiore”.

L’album va -ovviamente- ascoltato tutto, e vi sarà molto difficile riuscire ad inquadrare delle preferenze. A seconda della giornata io le cambierei drasticamente, però l’opener Insomnia rischierà di diventare un discreto tormentone, e la lunga (12 minuti) Reflektionen dimostra come questi ragazzi non abbiano neppure la paura di osare.

Intanto il tempo vola e tutto già finisce.

About Duke "Selfish" Fog