Torrens Conscientium – All Alone with the Thoughts

Un solido esordio in territorio doom-death, l’esordio che non puoi immaginare, contemplare o “quantificare” a modo sino al completamento del suo intero ascolto. Non puoi descriverlo in altro modo All […]

Un solido esordio in territorio doom-death, l’esordio che non puoi immaginare, contemplare o “quantificare” a modo sino al completamento del suo intero ascolto. Non puoi descriverlo in altro modo All Alone with the Thoughts, primo passo della creatura ucraina Torrens Conscientium, a parlare ci pensa però l’etichetta, e quel marchio divenuto ormai di rilievo della sempre presente ed attenta Solitude Productions. Il grosso del lavoro in questo caso lo fa proprio lei, facendoci pervenire un disco “educato”, atmosferico e romanticamente graffiante, perfetto esempio di come vada suonato il più nostalgico e composto album doom-death metal. Nessuna sorpresa (ma pochi o ancor meglio nessuno qui le cercano), nessun guizzo atto a valorizzare una sorta di caratterizzazione, qui si va solo sul sicuro, si suona ciò che già si conosce a menadito e si cerca di metterci dentro il più alto tasso d’emozione possibile e stop. Però i Torrens Conscientium lo fanno così bene che ti mandano per aria tabelle e giudizi impostati con il più classico dei “piloti automatici”, ti prelevano e ti posizionano dentro il loro sound così pulito ma allo stesso tempo sofferto, figlio diretto di tanta bella roba tendente al melodico uscita nel corso degli anni (piccoli granelli sparsi in grado di formare una loro “collina”, a loro aggiungiamo senza tentennamenti All Alone with the Thoughts).

Il disco parte con i tre minuti introduttivi di When the Day Is Gone, minuti che “tagliano ogni tipo di scherzo” per dare il via al grandioso monumento chiamato The Black Fog. Nel frattempo copertina e titolo penseranno a fornirci l’input su come bisognerà affrontare il prodotto, si, perché non esiste altro modo più “sincero” della solitudine per poter affrontare questa speciale ed esigente ramificazione sonora. The Black Fog nella sua lentezza rivela tutto ciò, accompagnata da candidi veli tastierosi posizionati come risposta e necessario contrasto al possente growl.

All’occhio risalterà subito la “snellezza” di una tracklist che da parte sua cercherà di metterci il più possibile a nostro agio. Anche i 47 minuti totali vogano in tale direzione, unitamente alle creazioni che mai cercheranno la totale e buia profondità lasciandoci così modo di fruire di parecchia quanto grigia luce. La seconda Immersion accompagna queste mie parole come a rafforzarle, il brano mette pure in mostra la loro capacità di saper subito ottenere “piccoli e differenti accorgimenti”  (credo di poterlo definire come mio prediletto dell’intera uscita).

E così fra un tiepido soffio ed un’impronta ben calcata i Torrens Conscientium dimostrano minuto dopo minuto di saperci veramente fare. Sia che si parli della “sobria” struttura ossea dei pezzi, che della realmente avvolgente arma in più fornita a questo turno dalla prestazione canora (da livello superiore per come sa cingere). All Alone with the Thoughts è da scoprire, adorare e riscoprire ancora, e questo gioco dovrà fare leva su caratteristiche obbligate come leggerezza ed ampiezza.

About Duke "Selfish" Fog