Third Storm – Tarîtîya Me

Third Storm dalla Svezia, due demo buttati nella fornace ancor prima dello scoccare degli anni novanta (la band si formò nel 1986 e depose le armi due anni dopo), un […]

Third Storm dalla Svezia, due demo buttati nella fornace ancor prima dello scoccare degli anni novanta (la band si formò nel 1986 e depose le armi due anni dopo), un piccolo pezzo di storia dispersa che ritorna a far parlare di se, chissà chi ci avrebbe mai scommesso in tempi di clamorose reunion!

I due membri storici Heval e Jimmy hanno ricomposto la band con l’aiuto di Daniel Ekeroth al basso (Tyrant, Dellamorte), David Eriksson alla chitarra (Anguish) e Johan Ericson alla batteria (Doom: Vs, Draconian), il risultato è Tarîtîya Me, un ep di due tracce per venticinque minuti di lunghezza. L’occhio vigile della Dark Descent Records dovrebbe bastare a suggellare la garanzia della musica che andremo a trovare, in qualche modo fa si che ogni riga prodotta da questo momento in poi risulti altamente superflua. Vi fidate dell’etichetta? Vi fidate altrettanto –anche solo sulla parola- di questi vecchi volponi svedesi ? Se entrambe le risposte vi risultano come affermative avrete senz’altro optato per la scelta giusta, perché i due brani qui rilasciati hanno proprio quel sapore particolare e sincero appartenente ad altre ere e altre concezioni. Quello che suonano oggi i Third Storm è una mistica unione fra sulfurei accenti black metal uniti a dinamiche death e doom, mai troppo veloci ne esageratamente scandite, la band sfrutta al meglio la decisione di portare all’attenzione pochi pezzi ma buoni (soprattutto lunghi) e non si fa ripetere due volte l’urgente richiesta di fascino che si presuppone stia ad aspettare dall’altra parte della barricata (la nostra). Ma un occhio guarda vigile alla passione, a quel particolare fuoco che li accese anni orsono, per comprenderlo vi basterà sentire i primi minuti di Oath – Nava Agir, più che sufficienti a creare una sorta di “colla” fra ciò che era in passato e ciò che è invece oggi (quant’è epico il rallentamento poco prima di metà canzone?!). La seconda canzone è una convincente title track, lanciata da struggenti note di piano, spiattella fuori un incedere doom dalle tonalità aride, implacabile e ficcanti.

Con Tarîtîya Me i Third Storm cercano di riconciliarci ad un modo di fare “che non tira più”. Sarà solo un antipasto o qualcosa seguirà? Inutile tormentarsi, a questo punto serve solo il presente , e quello è sinceramente ghiotto, perché due canzoni del genere non sono esattamente ciò che si definisce come “banalità”. Fiondatevi sopra non appena vedete la copertina.

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