Theosophy – In The Kingdom Of North

Voglia di freddo intenso, ai russi Theosophy non basta il clima di casa e decidono di cimentarsi nella riproposizione delle “tormente sonore” di stampo e derivazione Immortal. In The Kingdom […]

Voglia di freddo intenso, ai russi Theosophy non basta il clima di casa e decidono di cimentarsi nella riproposizione delle “tormente sonore” di stampo e derivazione Immortal.

In The Kingdom Of North (loro secondo full-lenght) è come una potente e rapida bufera scagliataci in faccia in maniera inaspettata. Il disco viaggia difatti su binari sicuri, senza paura, né timore di apparire troppo simile, troppo “clone” della band di Abbath. A voler essere puntigliosi si può anche dire che questo In The Kingdom Of North è dannatamente meglio di All Shall Fall, questo nonostante l’evidente musa presa in considerazione, i Theosophy dimostrano comunque di saper argomentare al meglio un songwriting portato alla ribalta da altri.

Questa recensione risulta alla fin fine semplice da esporre e spiegare, c’è forse poco da dire quando ci troviamo di fronte a lavori di questo tipo (due citazioni sono davvero abbastanza), ma ascoltarlo posso assicurare che a suo modo ripaga (ovviamente se si è forti estimatori della fonte primaria, altrimenti girare al largo sarà un gesto più che imperativo) e pure tanto. In quarantuno minuti In The Kingdom Of North aggredisce seraficamente concedendosi solo poche soste su bassi ritmi. Essenziale, maligno e crudo, sotto certi aspetti sicuramente ruffiano, ma questo rimane soltanto un pensiero vagante, manifestato solo quando la musica finisce di vibrare con le sue tonnellate di fredde note.
La tracklist passa in rassegna con una facilità impressionante andando in contrasto con la difficoltà di poter riuscire a decidere alcuni brani simbolo o di rilievo.

La copertina chiude in maniera adeguata “il ciclo polare” dando l’ultimo pizzico di fascino mancante. Devo ammettere che la No Colours Records aveva giocato bene le proprie carte in questa occasione, era facile finire sul monicker Theosophy in quei tanti, anche perché la voglia di un certo approccio viaggiava su livelli discretamente alti.

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