The Last Hour – Deadline

Finalmente trovo l’attimo giusto per trattare un album che avevo adocchiato da tempo (la sua uscita risale al Dicembre 2014) ma che avevo anche lasciato colpevolmente in disparte. Oggi parliamo […]

Finalmente trovo l’attimo giusto per trattare un album che avevo adocchiato da tempo (la sua uscita risale al Dicembre 2014) ma che avevo anche lasciato colpevolmente in disparte. Oggi parliamo del progetto The Last Hour, nient’altro che la nuova esalazione musicale prodotta dalla mente di Roberto Del Vecchio, già conosciuto nell’ambiente dark e affini grazie ad importanti incarnazioni come Les Jumeaux Discordants e Gothica. Ma con il monicker The Last Hour il nostro finisce per offrirci ben altre sensazioni, dimostrando una straordinaria duttilità in sede di composizione. Con Deadline ci troveremo difatti avvolti da un’ombrosa coltre wave (coldwave, darkwave), lungo dieci pezzi soffusi e dal sicuro conforto tenebroso (presente anche l’ottima cover di Winning, canzone appartenente al catalogo dei The Sound).

Heartbeat ci introduce al disco con passo lento ma seducente, la base elettronica si rende subito composta (e manterrà la caratteristica per l’intera durata), e pensa solo alla preparazione dell’ambiente idoneo, ambiente dove troverà posto un voce profonda e conscia delle proprie sofferenze. Con Everything Fades Away la ferita non verrà già più “trattenuta” e di fatto potremo cominciare l’ingresso “vero” dentro il mondo di Deadline. Falling Away ci concede un timido accenno danzereccio senza mai uscire dal selciato accuratamente costruito, una strada sulla quale ripiombiamo con la fredda strumentale Deep Blue Space. La title track col tempo (e la sua semplicità) è diventata il mio “eco” preferito dell’intera uscita, di Oblivion apprezzeremo il suo crescendo mentre sul finale ci commuoveremo dapprima sulle note “dondolate” di Utopia e poi su quelle misteriose di Nowhere prima di chiudere nel “smarrimento” con Alpha & Omega.

I The Last Hour ci consegnano un disco notturno, l’ideale colonna sonora per quando il silenzio prodotto dal buio sarà di nuovo troppo schiacciante. Deadline ha il suono della tipica “voce amica”, quella che appare nei momenti peggiori, quasi silenziosa, a modo suo impercettibile ma fonte inesauribile di grande aiuto. Un disco che fa della tranquillità la sua forza, non aspettatevi alcun sfacciato tentativo di ricerca di un “hit”, qui si procederà composti e per gradi, passo per passo verso l’acquisizione di un valore che non vi verrà di certo svelato ad un primo –e sempre troppo rapido- ascolto.

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