The Kill – Kill Them…All

Ci sono dischi grindcore così classici, così “puliti” ma anche così efficaci da risultare subito e a presa diretta altamente (e positivamente) nocivi, i The Kill con il loro simpatico […]

Ci sono dischi grindcore così classici, così “puliti” ma anche così efficaci da risultare subito e a presa diretta altamente (e positivamente) nocivi, i The Kill con il loro simpatico Kill Them…All rilasciavano proprio uno di questi straordinari esemplari. Roba da schiantarsi diretti contro una muraglia ad alta velocità ma da soli pochi metri di distanza. Un impatto che non potrà mai venir dimenticato ne scacciato, un’autentica mosca posta lì a ronzare come fedele compagna per tutta l’ovvia breve durata della faccenda (ventisei minuti per diciannove coltellate ben assestate). I The Kill giungevano al secondo disco proprio in apertura 2015, la loro discografia si muove in un mare di split ed uscite minori ma c’è da dire che quando decidono di fare le cose “per bene” i risultati stanno li a parlare chiari.

Su Kill Them…All non troverete niente che non sia già stato suonato da altri (i maestri del grindcore vengono tributati sfacciatamente) però troverete per certo dell’insano entusiasmo, proprio quello che si richiede ad una realtà nascosta come la loro. Primariamente è importante piazzare le cariche giuste, poi per eventuali “progressi” ci sarà tempo e modo. Il lavoro è sporco ma efferato, non perde tempo in chiacchiere ed affonda i suoi colpi con forza adrenalinica, come se la canzone di turno fosse l’ultimo grido prima della resa. Sparsa fra le tante troviamo anche una cover dei Regurgitate (The Pulsating Feast) ma lo spirito serrato profuso ce la farà sembrare solo come una delle tante.

Insults è l’opener esemplare, un brano chiuso a riccio, bello cazzuto e “roteante” capace di respingere ogni sorta di attacco grazie alla sua fermezza. La volta accesa la miccia non ci sarà alcun modo di spegnerla, chi partirà preparato potrà godersi un suono efficace ed altamente “dominante”. Instant Fighter esprime tutta la rabbia hardcore in poco più di un minuto facendo uso dei loro mezzi distruttivi (puro godimento), e così via per una situazione da “brano chiama brano” dove ognuno si farà un parco di preferite in base a violenza o a qualche particolare passaggio vocale (io tifo per Holiday’s Over e Spittin’ Chips anche se in questo caso conta molto poco fare dei nomi).

Affilate le vostre lame e preparatevi a fare conoscenza dei The Kill, difficilmente ne uscirete insoddisfatti.

About Duke "Selfish" Fog