The Flight of Sleipnir – Essence Of Nine

Gran bella cosa Essence Of Nine, il terzo disco degli americani The Flight of Sleipnir si candidava immediatamente come una delle uscite più interessanti del suo anno d’appartenenza (2011). Ascoltarlo, […]

Gran bella cosa Essence Of Nine, il terzo disco degli americani The Flight of Sleipnir si candidava immediatamente come una delle uscite più interessanti del suo anno d’appartenenza (2011). Ascoltarlo, sviscerarlo lentamente sarà un’autentica e libidinosa goduria, tanto che la sua breve durata scorrerà ancor più velocemente grazie ad ingenti dosi di “cuore e passione”, accuratamente profusi dentro il songwriting partorito dal duo David Csicsely/Clayton Cushman. La musica che ci troveremo addosso piazza le sue radici in diversi campi d’azione, si spazierà così dal classic doom allo stoner/sludge più efferato, passando attraverso passionali passaggi progressive ed estremità vocali poste in abbondanza. In più di una occasione mi hanno ricordato gli Opeth più progressivi, ma i The Flight of Sleipnir non sono di certo una loro sbiadita copia, i nostri tentano difatti interessanti soluzioni “epico/alternative”, semplici quanto volete ma in grado di centrare l’obiettivo a tutta.

Transcendence apre le danze splendidamente, chitarre seducenti e voce abrasiva attaccano l’ascoltatore su intarsi di classe prima di lasciare la chiusura ad un emozionantissimo cantato pulito (puro feeling). Si concentrano eleganza e tenebrosa armonia su Upon This Path We Tread (con liriche riprese dall’edda), a dominare in questa occasione troveremo una sognante voce pulita, per le mani ci ritroveremo un brano epico e dal magistrale sentimento. A Thousand Stones si riallaccia magicamente al brano precedente e va a rappresentare la sua ideale conclusione (quanta intensità in coda). Le chitarre acustiche verranno usate lungo tutto l’album, ma si prenderanno lo scettro del comando nelle due strumentali As the Ashes Rise (The Embrace of Dusk) e As Cinders Burn (The Wake of Dawn), per chi scrive la prima è un piccolo gioiello emozionale da non dover trascurare (sentire per credere). Nine Worlds è il completo sfoggio artistico di tutto quello che la formazione è in grado di dare, sette minuti che hanno l’intento primario di toccare le giuste corde cerebrali omettendo -per quanto possibile- ogni sentore di banalità dall’aria, saranno proprio composizioni come questa a sancire l’avvenuta maturità della formazione statunitense. The Seer in White incanta placidamente mentre la finale The Serpent Ring pensa a distribuire la maggior dose di epicità dell’intero lotto, chiudendo questo grande lavoro nel migliore dei modi.

Essence Of Nine è un caleidoscopio emotivo difficile da frenare, essere continuamente inghiottiti nel suo incedere agrodolce rappresenterà il premio ideale per il tempo riservatogli. Encomiabile ancora una volta l’operato della Eyes Like Snow, etichetta nel suo piccolo sempre pronta a produrre materiale d’alto o indiscusso livello.

About Duke "Selfish" Fog