Thalos – Event Horizon

La Antigony Records ci presenta la sua seconda uscita consolidando una volontà ben precisa di muoversi con eleganza all’interno del panorama-panoramico del post rock strumentale. E così arriva a noi […]

La Antigony Records ci presenta la sua seconda uscita consolidando una volontà ben precisa di muoversi con eleganza all’interno del panorama-panoramico del post rock strumentale. E così arriva a noi il grazioso digipack dei nostri connazionali Thalos intitolato Event Horizon, un lavoro che si mette lì a guardare e a guardarti avvolto in uno strato di perenne pace, in uno spazio di azione fatto di assoluta armonia. I ragazzi lasciano scendere, planare le loro note in modo blando tanto che sembrerà di assistere alla lenta e affascinante discesa di una piuma; e come una piuma Event Horizon si adagia su di noi e sui nostri pensieri senza erigere la benché minima barriera, un disco capace di scorrere per mostrare un’intima creatività di fondo.

I Thalos esprimono quindi non poco sentimento, le loro creazioni fungono come leva di una “pace tangente” e si collegano a parti elettrico/elettroniche che fungono da ideali tappeti d’accompagnamento. La capacità di saper immaginare gioca di certo un ruolo importante, soprattutto quando si affronta un disco particolare come Event Horizon. Possiamo dire che se da una parte la musica dei Thalos chiede poco dall’altra invece si ritrova a chiedere molto a livello di sensi e percezione. Questo agglomerato si ritrova così a fare una sorta di battaglia silenziosa, una battaglia che non mancherà di regalare vertici eterei e sognanti e altri concreti ed umani.

La tracklist scorre limpida attraverso nove canzoni capaci di stuzzicare e “smuovere” quel tanto che basta per dimenticare quelle difficoltà pronte sempre ad attanagliarci nel quotidiano. E così se l’opener Voices ha l’onore di farci entrare  curiosi nel mondo costrutito dai Thalos sarà con la quasi palpabile Blue che impareremo a fraternizzare con una proposta che lentamente scenderà sempre più nelle viscere (ma sempre con tatto, senza mai correre il rischio di urtare troppo le pareti) sino a giungere alla giusta conclusione con l’importante Limbo.

Event Horizon ci consegna nelle mani l’ideale colonna sonora per guardarci attorno, per vedere scorrere immagini oppure “semplici ed ordinarie” scene di vita. L’azzurro e colori terreni pronti a danzare a braccetto per un debutto che non posso fare a meno di caldeggiare.

About Duke "Selfish" Fog