Swarming – Cacophony of Ripping Flesh – Recordings 2010-2012

23 minuti per dare alle stampe una sorta di riassuntivo testamento sonoro con tutto il materiale scritto per questo progetto. Più vado avanti e meno stupisce l’incredibile attività di Rogga […]

23 minuti per dare alle stampe una sorta di riassuntivo testamento sonoro con tutto il materiale scritto per questo progetto. Più vado avanti e meno stupisce l’incredibile attività di Rogga Johansson (mi sembra assodato il fatto che abbia scoperto il segreto di come viaggiare nel tempo), il nostro paladino del death metal sembra infatti trarre infinito piacere dal pescare i suoi collaboratori dalle più disparate nazioni esistenti. E così sulla strada fino ad ora percorsa ne abbiamo viste e sentite di tante, e non stupisce che in occasione del progetto Swarming il nostro sia andato a scegliere direttamente dai “vicini di casa” (il collaboratore è infatti Lasse Pyykkö, di fama Hooded Menace).

L’infinita ispirazione bacia anche Cacophony of Ripping Flesh – Recordings 2010-2012, disco pronto ad incatramare l’aria per mezzo di un death metal “alla Rogga”, capace di fornire frutti tanto semplici quanto efficaci oltre che altamente nocivi. Dentro troveremo tutto lo stile noto e immutato del capitano, tutta quell’aria rafferma che ci sentiamo di esigere quando scorgiamo il suo nome scritto da qualche parte. E’ un gioco di strane aspettative ormai, e non diciamo che ci accontentiamo “con poco”, perché alla fine anche se poco, quel poco ci basterà per tirare avanti per nuovi giorni, o addirittura settimane.

Il sound digrigna i denti, sprofonda nella terra a colpi di riffing stampati sullo spartito con ossa e sporcizie varie. Sono pale che scavano senza sosta quelle animate dagli Swarming, pale che non dimenticano di offrire quel minimo di varietà per mezzo di voraci stacchi o di fugaci/aspre melodie. Ci sono la Svezia e la Finlandia più fetide dentro Cacophony of Ripping Flesh – Recordings 2010-2012, ma come spesso accade con i progetti di Rogga si avvertiranno pure influenze dalle americhe più vecchie, lerce e appiccicose.

Il tiro viene tenuto sostenuto ma solo nell’ottica di quell’impronta barcollante scelta opportunamente di vestire. Non sono altro che spediti e putridi anthem offerti senza respiro quelli partoriti dagli Swarming. Questa raccolta ha la stessa valenza di quando si torna a casa e si carpisce quell’odorino ben conosciuto, qualcosa che ci fa pregustare ciò che finirà nella fauci da lì a poco, niente di più, niente di meno.

23 minuti che potranno solo ampliare le collezioni di dovere.

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