Sunset Wings – Farewell

La The Eastern Front tira fuori un bel dischetto dalle steppe Russe, i Sunset Wings con Farewell danno infatti alla luce un disco speciale, sembra quasi di respirare l’aria gelida […]

La The Eastern Front tira fuori un bel dischetto dalle steppe Russe, i Sunset Wings con Farewell danno infatti alla luce un disco speciale, sembra quasi di respirare l’aria gelida del più profondo Est Europa, trasportati da fredde correnti e colori multiformi. Intensi, emozionanti e portatori di un clima “caldo/freddo”, uno strano tepore che inizialmente ci lascia un pochino spaesati, ma che successivamente cominceremo ad apprezzare meglio, minuto dopo minuto. E’ proprio questo l’effetto prodotto in me, un primo giro delle nove composizioni è stato piuttosto “freddino” salvo crescere lentamente grazie a semplici trame austere, scandite con pacatezza e capaci di commuovere in più frammenti .

Violoncello e violino sono ben presenti e reclamano il loro spazio, le percussioni rimangono “minimal” mentre il flauto pensa a dipingere “l’incantato” necessario per la loro arte. Le acustiche trainano soavi, con naturalezza e passi delicati alimentano incessantemente la prospettiva malinconica dell’opera. La voce maschile è sicura e “centrale”, tiene saldo a se il brano in veste di calamita primaria, ma sa anche quando c’è il bisogno di “rilasciare” o svanire. Uno splendido esempio è rappresentato da The Storm Gone, mentre Tears Of Some Solitary Stars mostra e ricorda quanto siano importanti gli Ataraxia (per rimanere in Italia ho riscontrato anche diverse situazioni sparse alla Corde Oblique/Ashram) a livello mondiale, non mi vengono altre parole se non “preziosa” per definire la prestazione vocale di Tanya su questo pezzo. Per fortuna il profumo della loro terra non viene lavato via dalle possibili influenze, così un po per la voce e un po per certe melodie ci ricorderemo spesso dove dovremo piantare la nostra temporanea/immaginaria tenda.

Che poi sia quella linea vocale (The Ice), o quello specifico arpeggio sognante (The Fires) poco importa, ad importare sarà la presenza di un nuovo disco di folk etereo su cui riporre affidamento, un lento trascinatore di sentimento e quant’altro. Niente esagerazioni, essenza cristallina che viene dall’anima, da quella parte spirituale che ci spinge ad ascoltare questa diramazione musicale.

Farewell, l’esempio perfetto di quando pochi soldi valgono uno sproposito. Niente più che arte asservita alla purezza.

About Duke "Selfish" Fog