Soulskinner – Crypts of Ancient Wisdom

I greci Soulskinner sono una piccola garanzia in campo death metal, una garanzia che ha cominciato le sue vicissitudini nel 2003 con il debut Breeding the Grotesque. Ma nonostante i […]

I greci Soulskinner sono una piccola garanzia in campo death metal, una garanzia che ha cominciato le sue vicissitudini nel 2003 con il debut Breeding the Grotesque. Ma nonostante i numerosi impegni il duo Gothmog/Bill Zobolas ha sempre trovato il tempo per proseguire un preciso cammino fatto di vecchia scuola e putridume, così nel 2007 abbiamo assistito all’ottima lezione di Non Stop Killing sino ad arrivare (anche se dopo sette anni) al loro disco più completo e “bello” dal titolo Crypts of Ancient Wisdom. L’album ha ricevuto le preziose attenzioni della Xtreem Music, mentre la copertina fa già intendere “a primo sguardo” intenzioni e scenari differenti rispetto a quelli di pura violenza palesati sui precedenti lavori. Detto sinceramente “si respira una bella mattanza” all’interno dei suoi abbondanti tre quarti d’ora, nel suo “pacchetto” andremo pure ad inserire alcune divagazioni melodiche non troppo distanti da quelle dei mestieranti più famosi ed onorevoli del territorio ellenico.

Quindi, da una parte avremo almeno un buon ottanta per cento di mortifera e martellante malevolenza, mentre la rimanenza viene puntellata, spartita all’interno di un carattere “mistico” in grado di fare la sua parte e discreta differenza.
L’opener The Captive Trojan Maiden fa il suo sporco lavoro mentre Life a Bane entusiasma già parecchio per strofe, riffing e marcio ritmo costante. Il growl di Gothmog oltre che per “prestanza” intriga costantemente per metriche e tempestività d’ingresso, seguire le avventure di ogni brano diventa così l’ulteriore specialità, la ciliegina da mettere in cima a tutto il resto. La tellurica The Price of War è un’altra perla sicura di tutto Crypts of Ancient Wisdom ma ancora meglio faranno con il lento passo pestilenziale di Our Greatest Curse (dove spiccano in rilievo alcuni passaggi melodici) e le due parti di Deadland (pestata, ruggente e infernalmente classica la prima parte, mentre la seconda avanza tetra, tagliuzzando al meglio i suoi sei mortiferi ed epici minuti). La coda tiene alto l’odore e il dovuto tributo alla signora morte con titoli come Thou Shalt Die, Death at Last (lercio anthem ribassato) e la scandita Why Shrink from Death.

Se vi piacciono le “derivazioni” rivolgetevi senza indugio sul monicker Soulskinner. Autopsy, Asphyx e alcuni lampi alla Bolt Thrower dovrebbero bastare a solleticarvi quanto necessario, Crypts of Ancient Wisdom è un piatto succulento che non nasconde segreti circa il suo sapore, ma chissà che non vi riserbi qualche sorpresa lungo la sua -piacevole- digestione. Spesso, diretto, esplosivo ma solo dal di dentro grazie all’eccellente suono delle chitarre.

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