Sotajumala – Raunioissa

Dopo cinque anni i finlandesi Sotajumala hanno deciso di prendere le redini della situazione in mano ed autoprodursi in occasione del loro quarto album chiamato Raunioissa (ufficialmente uscito nel Gennaio […]

Dopo cinque anni i finlandesi Sotajumala hanno deciso di prendere le redini della situazione in mano ed autoprodursi in occasione del loro quarto album chiamato Raunioissa (ufficialmente uscito nel Gennaio 2015).

La band aveva fatto muovere a dovere le lancette del tempo, il primo Death Metal Finland (Woodcut Records, 2004) qualcuno penso lo ricordi bene ancora oggi, così come il positivo seguito Teloitus (che sound!) o il terzo Kuolemanpalvelus. L’irruenza di saper come schiacciare e comprimere il terreno sottostante è stata sempre loro prerogativa, mai un sintomo d’affievolimento, mai un tentativo d’uscita da quei binari larghi, grossi e solidi, ideali a mantenere alla giusta/dovuta velocità il loro tellurico e martellante death metal. Sotajumala il motto è semplice: “se li conosci li ami, se non ti colpiscono li eviti“. L’equazione è semplice così come la loro musica che neppure su Raunioissa tentenna o balbetta, si va dritti al punto ad ogni costo, ancora una volta con ingenti cariche d’esplosivo pronto a “brillare” al proprio seguito.

Il valore delle loro opere sta tutto lì, davvero semplice metterli sullo stesso identico piano o quasi. A tal proposito non intende di certo fare eccezione Raunioissa, forte di dei suoi quaranta “impantanati” minuti, sempre pronti a “caricare” a prescindere, aldilà delle tempistiche di volta in volta adottate.

L’opener Saattajat ci tiene incollati al suo riffing ipnotico al sol cullare delle distintive – e sempre gradite- linee vocali finlandesi. Il pezzo “ragiona”, lavora ad ampio respiro introducendoci al meglio nel ritrovato mondo Sotajumala. Con Sinä et ole yhtään mitään assistiamo ad un sottile ma necessario “cambio passo” (ai conti finali sarà una delle mie preferite) rafforzato dalla rapida e gorgogliante Uhrina sairaan. Veljen viha rallenta, melodicizza e traina sulle particolari “filastrocche” vocali prima di una solida e ferrea Kuolemanmarssi. In coda troveremo la spiattellata e ben puntata a terra Elävänä omassa haudassaan, l’altra “brevità” Riimit lihan säälistä e i sette minuti finali di Päivä jolloin aurinko sammui (roteate pure quella dannata testa!).

Se avvertite la necessità di un qualcosa di “semplice” ma inespugnabile date pure via libera al “chiodo fisso” Sotajumala, anche con Raunioissa i nostri sapranno come farvi andare via carichi e soddisfatti.

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