Sordide – La France a peur

I francesi Sordide esordivano a fine 2014 con l’album La France a peur, l’attenzione su di loro superava sicuramente i livelli “normali” grazie soprattutto all’immediato interesse della Avantgarde Music. Bastava […]

I francesi Sordide esordivano a fine 2014 con l’album La France a peur, l’attenzione su di loro superava sicuramente i livelli “normali” grazie soprattutto all’immediato interesse della Avantgarde Music. Bastava giusto questo per rizzare a modo le orecchie, per spargere l’odore di qualcosa di “forte” nell’aria, cosa che La France a peur si rivelerà in seguito essere.

Non ci sono buone maniere, o meglio se ci sono vengono filtrate proprio attraverso “modi francesi”, con quei tocchi rudi e grezzi ma in qualche assurda maniera sempre ed assiduamente “eleganti” (sicuramente il suo lo fa anche il nobil-cantato in lingua madre). I Sordide riescono a comporre un disco bello, capace di farsi piacere senza mai cedere al compromesso, non si tratta di un capolavoro e nemmeno intende avvicinarcisi, però è capace di far partire “l’intrigo”, la voglia di scoperta e del ritorno ai suoi piedi per ispezionare tale momento/passaggio o suddetta canzone. Possiamo arrivare a definirlo “classico”, ma al contempo vale quanto una bomba piazzata all’interno del suddetto termine, un ordigno atto a sconquassare silenziosamente la formula classica black metal. Ma tutto ciò sarà solamente percettibile, un sapore buttato lì assieme a quelli di spicco come sofferenza e strutture primordiali (lenti o veloci che siano). A volte La France a peur colpisce subito mentre in altre fa agire l’erosione naturale dei secondi e di ripetuti ascolti, è da qui che si arriverà a comprendere il suo straordinario fascino, il suo lento strisciare sino all’obiettivo inizialmente celato.

Produzione scarna, basso messo a flagellare e voce bella ispida, sono questi i condimenti proposti nella prima ricetta a nome Sordide e non aspettatevi mai e in nessun caso che la pietanza vi venga servita comodamente o nel modo che voi ritenete più giusto o lineare. Se avrete i mezzi giusti per comprenderlo ed assimilarlo lo adorerete (in tutta la sua beata ed adorata sporcizia) in altri casi la questione diventerà decisamente più difficile.

Se per voi l’equazione black metal-Francia è risultata sempre gradita non vedo come si possa saltare senza prima indagare un disco così “bislacco e convincente”.

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